Imola. Una protesta silenziosa, ma si è fatta sentire e soprattutto vedere. Alcuni simpatizzanti della lista “Rivoluzione civile per Ingroia”, tutti di Rifondazione comunista fra i quali la segretaria Antonella Caranese e l'assessore Donatella Mungo, hanno manifestato il loro disappunto imbavagliati nelle loro bandiere e distribuendo volantini contro il Tavolo per le imprese circondariale perché nessun loro rappresentante era stato chiamato a parlare nella serata dedicata alla campagna elettorale dove invece erano stati invitati Daniele Montroni per il Pd, Francesco Mariani per il Pdl, Alfredo Cazzola per la lista Monti e Mara Mucci per il Movimento 5 stelle.

Il presidente di turno del Tavolo, Giordano Zambrini della Cia, ha cercato di giustificarsi dicendo che non si potevano invitare tutte le forze politiche, ma forse aggiungere un posto in più a tavola non avrebbe creato gravi problemi. Davanti a una non numerosa platea all'hotel Molino Rosso, lunedì sera, il dibattito si è concentrato su argomenti prevalentemente economici, in primis su come rilanciare la ricerca e l'innovazione in Italia.

Montroni ha messo in evidenza come “nei governi che si sono succeduti negli ultimi anni la scuola e l'università non siano mai state considerate priorità producendo un gap negativo fra noi e altri paesi quali la Germania. In particolare, bisogna investire sull'istruzione tecnica visto che il nostro paese è formato in gran parte da piccole e medie industrie manifatturiere che ne costituiscono la ricchezza e una risorsa insostituibile”. Dal canto suo anche la Mucci ha ribadito “che ricerca e innovazione vanno sicuramente incentivate per dare un futuro ai giovani. Come trovare le risorse? Intanto abolendo le province e riducendo il numero e gli stipendi dei parlamentari perché sta a noi politici dare l'esempio in un paese in crisi. I finanziamenti potrebbero arrivare da una lotta seria alla corruzione, all'evasione fiscale e dalla rinuncia a spese militari folli, quali ad esempio quelle per gli aerei militari F35 che qualcuno in Parlamento ha votato”. Secondo Mariani “sarebbe bene pensare di più a due settori, spòesso dimenticati o lasciati indietro, quali l'agricoltura e il turismo che hanno enormi potenzialità per portare in Italia denaro per dare fondi a innovazione e ricerca”. Infine, Cazzola ha ricordato che “il Governo Monti ha cominciato un'opera positiva ridando credibilità internazionale all'Italia, approvando una legge anticorruzione e uno statuto delle imprese. Forse non basta, ma in poco tempo e con una maggioranza turbolenta non si poteva fare di più”.

Pochi gli applausi da parte di una platea formata in gran parte da dirigenti delle associazioni economiche e da politici, ovvero addetti ai lavori che “dovevano” essere presenti, con la nota stonata di pochissimi giovani.
(m.m.)