Imola. La miglior configurazione istituzionale per il territorio imolese, secondo un’indagine commissionata dalla Confartigianato eseguita con il metodo Swot, è quella che vede l’intero Circondario all’interno della Città Metropolitana di Bologna. Ovvero, la stessa idea che ha il sindaco Daniele Manca che è stato il mattatore dell’incontro di giovedì 21 febbraio.

Nella sua breve introduzione il segretario di Confartigianato Amilcare Renzi  ha sottolineato: “Visto che da anni la scelta di campo della nostra associazione è stata quella di restare nell’area bolognese, abbiamo deciso di commissionare uno studio che, tenendo conto di alcuni indicatori economici oggettivi, ci spiegasse quale fosse la collocazione migliore per l’Imolese e ci è arrivata la conferma che è quella di restare unito con i dieci Comuni nella Città metropolitana di Bologna in particolare dal punto di vista infrastrutturale per i collegamenti con l’Interporto, l’aeroporto e la Fiera che speriamo abbia sempre maggiori sinergie con l’autodromo che potrebbe ospitare alcuni eventi quali ad esempio il Motor show. Il tutto, comunque, mantenendo la nostra autonomia garantita da Manca in qualità di presidente del Circondario”.

La ricerca analizza ovviamente anche altre ipotesi: il Circondario con la Provincia Romagna e il Circondario spezzettato, una parte con Bologna (Medicina, Castel San Pietro e Castel Guelfo e, in un caso, pure Dozza) e un’altra con la Romagna (Imola, Dozza, Mordano e i quattro Comuni della Vallata). Il confronto a livello provinciale offre uno spaccato in cui Bologna e Imola nel complesso costituiscono una realtà economico-sociale tra le più competitive della regione. A livello generale, infatti, si collocano al secondo posto dietro Reggio Emilia che guida la classifica generale in virtù degli ottimi risultati evidenziati nel contesto imprenditoriale e nel mercato del lavoro.

L’area metropolitana bolognese si colloca a metà strada per quanto riguarda l’aspetto demografico – sociale mostrando un processo di invecchiamento della popolazione più sostenuto rispetto ad altre realtà provinciali accompagnato da un calo demografico derivante dai scarsi flussi migratori in entrata. Per quanto riguarda il contesto economico, l’area attorno al capoluogo si contraddistingue per i servizi offerti e per una certa tenuta del sistema imprenditoriale, mentre sul fronte del lavoro mette in evidenza buoni indici per quanto riguarda occupazione e disoccupazione penalizzati, però, nell’ultimo periodo da un maggiore ricorso alla cassa integrazione e all’inserimento di lavoratori nelle liste di mobilità.

Sul piano del benessere economico la realtà bolognese-imolese detiene il primato tra le province dell’Emilia Romagna sia in termini di valore aggiunto prodotto che in termini di depositi per abitante. Parma si posiziona al secondo posto, notevolmente staccata rispetto alla leadership bolognese, grazie a un elevato livello di reddito pro-capite.

Ed ecco il commento del sindaco: “La ricerca mette in evidenza le potenzialità del Circondario, 10 Comuni omogenei in relazione con le associazioni imprenditoriali e il sistema economico, tutti vicini alle infrastrutture che può offrire Bologna. Nel futuro, io vedo due enti di primo grado eletti direttamente dai cittadini, le Regioni e i Comuni che si occuperanno di programmazione e fiscalità, ed enti di 2° grado di raccordo quali le città metropolitane dove siederanno i sindaci del territorio e a capo della nostra è normale che vi sia il sindaco di Bologna”.

Su una prospettiva così importante non è bene che i cittadini si esprimano con un referendum? “Si potrà fare – ha replicato Manca – quando saremo in grado di discutere concretamente di vantaggi e limiti di scelte istituzionali differenti”. Ma il sindaco pare aver già deciso e la Confartigianato, legittimamente come organizzazione imprenditoriale, anche.

Manca infine si è augurato fino alla noia che “fra pochi giorni avremo un governo in grado di affrontare le tante riforme istituzionali fondamentali per il nostro paese, così finiranno le urla, i populismi, le lettere e le buste”. In fondo, siamo ancora in piena campagna elettorale pur se quello della Confartigianato era un “campo neutro” e non c’erano altre forze politiche presenti per un contraddittorio.


(Massimo Mongardi)