Imola. Si è recentemente conclusa la terza edizione del Premio Ipr (Intellectual property right), che ha visto la presentazione di 8 domande da inventori e imprese del territorio. In questa edizione sono stati premiati Roberto Bolelli e Massimo Bertaccini come inventori. Fossaeco di Riolo, JDM System, CP2O e RFM _Robotic Fitness Machine di Imola, IBIX e Bucchi srl di Lugo come titolari dei diritti di sfruttamento brevettuale.

Il tema della brevettazione, presente nell’agenda di collaborazione della Cseti (Centro per lo sviluppo economico del territorio imolese) della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola con Innovami fin dagli esordi, ha assunto un ruolo di primo piano.

In tale ambito è, infatti, stato lanciato già nel 2009 il Premio Ipr, che mette in palio un consistente premio in denaro, pari a circa 130mila euro destinato titolari dei diritti di sfruttamento, persone fisiche e imprese che abbiano avviato, processi di brevettazione europea o internazionale.

Si tratta di un’iniziativa che, sin dagli esordi, ha riscosso un’attenzione significativa da parte delle imprese. Nelle tre edizioni del Premio che si sono finora realizzate, infatti, sono pervenute 43 domande, di cui 32 sono state premiate per un valore complessivo di di quasi 110.000 euro (circa l’85% del premio disponibile). I singoli premi erogati – vanno dai 2 ai 10mila euro – per coprire almeno il 50% delle spese necessarie per alcune fasi della procedura di brevettazione.

In totale hanno partecipato 19 tra inventori e titolari del diritto, di cui circa 60% Pmi, 20% grandi imprese e 20% persone fisiche.

I brevetti che sono stati premiati nel corso delle tre edizioni hanno prediletto la brevettazione internazionale Pct con più del 60% dei casi. Un ulteriore aspetto è la dimensione delle conversioni, vero e proprio aspetto di realizzazione del brevetto. La gran parte dei brevetti ha trovato conversione all’interno dell’Unione Europea con particolare attenzione alla Germania e alla Gran Bretagna, mentre la commercializzazione diretta dei brevetti è stata pari a circa il 35% delle invenzioni brevettate

Per mantenere saldo il legame con l’economia reale, le invenzioni “ammesse” al premio IPR sono unicamente “invenzioni industriali” e “modelli di utilità”, mentre sono state escluse forme di tutela e valorizzazione del patrimonio commerciale quali marchi, designazioni commerciali, disegni e modelli. 

Altrettanto importante è la vocazione territoriale del Premio Ipr: condizione imprescindibile per parteciparvi, infatti, è la localizzazione della sede operativa o legale dell’impresa in uno dei 19 comuni compresi nel circondario imolese e nelle aree limitrofe. 

La flessibilità e facilità di applicazione ha inoltre permesso al Premio IPR di rappresentare lo schema di riferimento per il territorio nazionale del Programma di sostegno finanziario “Brevetti +” promosso del ministero dello Sviluppo economico.