Fontanelice (Bo). “E' Viaz”, un viaggio nella Romagna del dialetto attraverso le poesie e le canzoni de “I Trabarul”, verrà proposto dall’associazione culturale “G. Mengoni” sabato 23 febbraio, ore 21, nella sala dell’archivio museo “G. Mengoni”, nell’ambito della rassegna teatrale di Fontanelice.
Sei poeti romagnoli a confronto (Talanti, Olindo Guerrini, Tonino Guerra, Walter Galli,  Nino Pedretti, Raffaello Baldini) con letture sceniche, commenti introduttivi, cante romagnole dal ‘700 al ‘900 eseguite a due voci (tenore+baritono) con accompagnamento di chitarra acustica e classica. Formazione: Adolfo Margotti (dicitore), Vittorio Miani (tenore), Gianni Penazzi (voce, chitarre).

“E' Viaz” si svolge su tre modalità, ad intreccio: canto, poesia, breve commento. Lingue utilizzate: romagnolo, italiano. Le cante/canzoni  sono state accuratamente scelte nell’ampia produzione poetico-musicale della Romagna, considerando le diverse epoche dal ‘700 ai giorni nostri,  e privilegiando quei componimenti che per vivezza e necessità eccezionale sono sicuramente tali  da costituire l’eccellenza di “uno dei più bei canzonieri regionali della nazione”. La ricchezza e l'unità dei canti di Romagna attingono dalla storia e dalla narrazione di un popolo irrequieto, duro e attivo, compresso per secoli, dall'esarcato allo stato pontificio.
Le poesie presentate sono tratte dalle rispettive produzioni dei poeti romagnoli Talanti,  Olindo Guerrini, Tonino Guerra, Walter Galli,  Nino Pedretti, Raffaello Baldini. Poeti che hanno saputo descrivere gli umori e le passioni, lo spirito antinborghese e anticlericale, l’amore per la terra ed il lavoro, le amicizie, il disprezzo delle ricchezze  e dei compromessi. Le polemiche, le ironie, i ricordi, gli affetti sono ricostruiti nella musicalità dei versi. Le rime risuonano ogni volta dello scorrere della vita di ogni giorno, dei piccoli accadimenti universali. La somma delle storie e delle voci monologanti, fra chiacchiere di paese e borbottio autoreferenziale,  restituisce la coralità di un mondo di esistenze comuni con tutti i loro limiti e malanni ma anche la loro ironia e saggezza. Momenti di un percorso creativo caratterizzato innanzitutto dalla qualità espressiva della lingua usata, il dialetto romagnolo.