Imola. “L’unione fa la forza” è la massima che sta al centro del progetto “ Nessuno rimanga indietro”, che mette insieme ben 46 realtà per il benessere della comunità locale e il sostegno della sua parte più debole. Un progetto che punta a ricercare e offrire soluzioni multiple ai cittadini, particolarmente i più deboli, in tante situazioni: minori la cui rete familiare è fragile, bambini ricoverati in ospedale, famiglie che faticano ad avere una vita di relazione, persone senza dimora, anziani ricoverati, persone sole che attraverso il progetto possano trovare l’opportunità di conoscersi, frequentarsi e aiutarsi tutti i giorni attraverso iniziative di buon vicinato e di quartiere. Il progetto punta anche a promuovere iniziative e incontri sul tema della buona qualità della vita e della prevenzione per favorire una partecipazione dell’intera cittadinanza e realizzare una comunità più attenta, consapevole e solidale.
Nessuno rimanga indietro è patrocinato dal Nuovo Circondario Imolese.

Gli obiettivi del progetto
Promuovere relazioni tra i cittadini per migliorare la qualità della vita della cittadinanza tutta favorendo l’aggregazione sociale e il benessere psicofisico delle persone, con un’attenzione particolare alle fasce deboli, quali anziani, adulti in stato di disagio, minori, lungodegenti anche in vista del loro reinserimento sociale.
Creare coesione sociale e sensibilizzare la cittadinanza sul prendersi cura dell’altro.
Fornire ai volontari  una formazione che li aiuti a essere in grado di relazionarsi nell’accoglienza e presa in carico dell’altro, e che permetta di incrementare l’impatto l’efficacia e delle azioni progettuali.
Valorizzare il capitale sociale locale e il territorio.
Raccontare le esperienze di coesione sociale sviluppate nel progetto attraverso una pubblicazione, invitando ad un coinvolgimento attivo le persone, in particolare i giovani.

Le azioni di progetto
Azione 1 – Promuovere coesione sociale e benessere a favore di adulti in stato di disagio
Di fronte a situazioni di disagio e solitudine  sempre più emergenti nella società, che coinvolgono varie fasce di popolazione per età, provenienza (italiani e non – residenti e non), condizione socio-economica, lavorativa e abitativa, alcuni soggetti già operativi nel territorio avvertono la necessità di fare rete per unire le forze e fornire, attraverso i volontari, un accompagnamento sempre più specializzato ed efficace alle persone in situazione di bisogno. Partendo da questa lettura del contesto la rete si propone di  promuovere coesione sociale e benessere a favore di adulti in stato di disagio.
Fra i volontari delle associazioni coinvolte in quest’azione di progetto vi sono alcuni ex professionisti in pensione, consulenti familiari, persone che hanno maturato esperienza sul campo; altri si stanno inserendo per rispondere all’incremento di richieste. Ciò premesso, si intende avviare una serie di percorsi formativi con l’intervento di figure professionali specifiche, quali psicologi, educatori e legali, per migliorare la loro autonomia e quindi rispondere meglio alle problematiche complesse sollevate dalle persone che chiedono aiuto.
Obiettivi: potenziare le conoscenze e delle capacità dei volontari, attraverso un affiancamento di professionisti; incrementare il sostegno alle persone adulte in situazione di disagio e migliorarne la qualità; valorizzare l’azione delle realtà associative; indirizzare le persone ad un adeguato utilizzo delle risorse pubblico-private presenti sul territorio.


Azione 2 – Promuovere coesione sociale a favore di bambini, adolescenti e giovani

Alcuni attori sociali che nella loro attività ordinaria già svolgono interventi rivolti ai ragazzi da 6 a 19 anni propongono in questo progetto alcune iniziative per promuovere coesione sociale a favore di bambini e adolescenti e giovani, favorendo la partecipazione e la frequenza ad attività educative integrative a quelle scolastiche, sia nel periodo scolastico che in quello estivo. La rete sostiene i genitori nello svolgimento del loro ruolo attraverso un affiancamento dei volontari nella quotidianità all’interno delle abitazioni di famiglie che chiedono sostegno educativo e genitoriale; propone momenti di aggregazione tra ragazzi e tra genitori e ragazzi, coinvolgendoli in attività di dialogo, confronto e scambio anche di culture; realizza attività specifiche per famiglie straniere volte a favorirne l’integrazione nel tessuto sociale; promuove la coesione sociale di ragazzi con problemi di salute.
Obiettivi: promuovere la socializzazione di un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti lasciati sempre più in condizioni di abbandono e solitudine; migliorare l’integrazione di bambini stranieri anche nel tempo libero; creare momenti di incontro e scambio d’esperienze fra le associazioni operanti nel settore dei giovani, anche perché dal confronto vengano sinergie.
 

Azione 3 – Promuovere coesione sociale favorendo il benessere e il reinserimento dei lungodegenti e supporto alla mobilità per Montecatone

E’ affermato il pensiero secondo cui l’effetto delle cure mediche viene potenziato da un contesto psico-sociale favorevole e per questo è importante promuovere coesione sociale favorendo il benessere e il reinserimento di ricoverati a lungo termine in strutture ospedaliere. Spesso risulta difficile concretizzare tale proposito all’interno dei reparti ospedalieri, dove tutte le energie e le risorse vengono impiegate nella cura di una patologia specifica in situazione di acuzie, nell’intento di raggiungere la guarigione nel minor tempo possibile. In un reparto per acuti, la giornata è scandita da esami, visite e terapie. Il reparto di lungodegenza invece si caratterizza come un ambiente in cui le persone ricoverate, per la maggioranza anziani, spesso soli, non presentano situazioni sanitarie acute, bensì necessitano di interventi di stabilizzazione, di riabilitazione o, in alcuni casi, di un accompagnamento al fine vita. Le persone rimangono ricoverate per un tempo “lungo” e ciò consente di poter sviluppare con loro una relazione più approfondita.
Obiettivi: promuovere l’informazione, la conoscenza e la collaborazione tra i principali soggetti coinvolti (personale sanitario, volontari, famiglie) al fine del miglioramento del clima socio-relazionale fra questi stessi attori; promuovere l’autonomia delle persone degenti e la loro partecipazione con l’ampliamento della gamma di interventi offerti
favorire il mantenimento dell’autonomia nella cura di sé e nell’assunzione del pasto; agevolare sia a livello logistico che psicologico la visita dei parenti ai loro congiunti ricoverati presso il Montecatone Rehabilitation Institute), ospedale dedicato cura e riabilitazione di persone che hanno subito lesioni midollari o grave lesione cerebrale con conseguente disabilità permanente.

Azione 4 – Promuovere coesione sociale favorendo i rapporti di buon vicinato e l’animazione culturale
L’azione intende promuovere coesione sociale favorendo i rapporti di buon vicinato e l’animazione territoriale. Le associazioni coinvolte vogliono implementare le iniziative di solidarietà e culturali nel Circondario imolese, per favorire i rapporti e le conoscenze fra le persone residenti, promuovere l’agio e una maggiore integrazione di persone che spesso vivono situazioni di solitudine attraverso iniziative che permettano l’incontro tra vicini di casa che, conoscendosi, abbiano successivamente la possibilità di frequentarsi e darsi un reciproco aiuto, valorizzando  le  risorse individuali.
Obiettivi: stimolare iniziative nei luoghi di aggregazione, socializzazione, di ritrovo, in particolare per gli anziani e per i giovani; promuovere eventi culturali, ricercare linguaggi artistici, in un contesto sociale solidale, che valorizzi le differenze e le diversità e individuare soluzioni assieme agli enti pubblici; avvicinare il maggior numero di anziani rendendoli edotti delle varie iniziative organizzate in zona o in città favorendone la partecipazione; valorizzare i punti di aggregazione insoliti attraverso l’avvio di iniziative che sviluppano nelle persone curiosità e stimoli.
L’innovazione risiede nel proporre azioni che a livello sperimentale hanno suscitato grande interesse per cui diventa importante renderle stabili sul territorio. Da qui la necessità di formare dei volontari che collaboreranno a tutte le attività di questa azione, in rete tra loro.

Azione 5 – La formazione dei volontari per promuovere coesione sociale
La continua e diversificata richiesta di aiuto da parte di persone con disagio fisico e psichico/psicologico e delle loro famiglie fa del volontario una figura che necessita di sempre maggiore formazione. Diventano indispensabili caratteristiche quali la flessibilità, l’empatia, nonché le conoscenze sulla relazione di aiuto in generale e sulla tipologia del peculiare bisogno richiesto in particolare.
Nell’ambito del progetto le associazioni coinvolte in quest’azione promuovono il percorso formativo sulla relazione di aiuto “Comunicare”, rivolto ai volontari di tutte le associazioni promotrici del progetto, teso a potenziare e favorire le abilità di comunicazione, ascolto, sostegno, e le capacità di instaurare la relazione d'aiuto.
Obiettivo: avere volontari formati e competenti nel rapportarsi all’utenza – persone con disagio fisico e psichico/psicologico e loro famiglie.

Azione 6 – Raccontare la coesione sociale
L’azione consiste nella realizzazione di un’opera editoriale avente per titolo “Almanacco delle esperienze”. Tale opera si sviluppa attraverso il racconto di esperienze di coesione sociale emerse nel progetto, per sensibilizzare la cittadinanza e i giovani in particolare al volontariato, far conoscere la mission delle associazioni e promuovere il valore della partecipazione attiva alla vita della Comunità.
La pubblicazione, sarà distribuita gratuitamente a volontari, associazioni, scuole ed enti. Le riflessioni saranno approfondite attraverso la realizzazione di tavole a fumetti, la raccolta di aforismi significativi e a tema, una serie di immagini trasferibili su t-shirt, la stesura di divertenti monologhi teatrali, brevi e umoristiche interviste a personalità competenti, schede brillanti sulle mission delle associazioni di volontariato partecipanti al progetto.
Obiettivo: documentare l’intero percorso progettuale con uno strumento, l’Almanacco, di ampia divulgazione; offrendo un taglio approfondito che va oltre la descrizione di azioni e fatti.  

Monitoraggio
Oltre ad un’attività di monitoraggio relativa alle singole azioni, la verifica dei risultati attesi sarà data dalla presentazione o meno futura di progetti da parte di una rete così vasta, e quindi dalla volontà di continuare a lavorare insieme.

GLI ATTORI DEL PROGETTO
Organizzazioni di Volontariato: Avis, Alecrim, Alzheimer, Amici (Ass. mutilati invalidi civili Imola), Anteas, Associazione Amici ed ex allievi dell'Istituto Santa Caterina, Auser Volontariato Imola, Avod Castel San Pietro Terme, E pas e temp, Glucasia, Gruppo Amici Insieme, Il Ponte Azzurro, Improplayers    , Iniziative Parkinsoniane Imolesi, Insieme per il dolore Onlus, Laerte Poletti, La Giostra, Telefono Amico, Ucipem, Univoc, Vinco Club.

Partner: Associazione Don Orfeo Giacomelli, Ausl Imola, Asp (Azienda servizi alla persona), Caleidos, Canè Claudio, Caritas diocesana, Circolo Arca, Comune di Castel S. Pietro Terme (U.O. Solidarietà e Politiche giovanili), Comune di Imola (Volontariato e Terzo Settore), Consorzio Comunità Solidale, Fnp Cisl, Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna, Fondazione di Culto Santa Caterina, Fondazione Montecatone, Imola contro Autismo, La Bottega del Buonumore, Lavoratori Cristiani Imola Società Cooperativa, Nuovo Circondario Imolese, Patronato Fanciulli, Santa Maria della Carità, Seacoop, Spi-Cgil, Sportime, Tilt, Unitalsi.