Mancano pochissimi seggi alla conclusione dello spoglio. Stante così le cose il pareggio al Senato tra centrodestra e centrosinistra non solo nei voti, ma anche nei seggi (113 a 114), porta all’ingovernabilità del Paese. Alla fine non c’è maggioranza, anche pensando ad una alleanza tra centrosinistra e Monti (16 seggi). I grillini saranno l’ago della bilancia forti dei loro 58 senatori. Ingroia rimane fuori e con lui Rifondazione comunista, Verdi e Comunisti italiani (stessa sorte alla Camera). Casini e Fini ce la fanno, ma unicamente perché presenti nella lista comune con Monti. Infatti alla Camera non ottengono il quorum. Alla Camera la vittoria, seppur striminzita della coalizione di centrosinistra permetterebbe di ottenere il premio di maggioranza e  portare a Montecitorio la maggioranza assoluta di 340 deputati. Il centrodestra si fermerebbe a 121, Grillo avrebbe 110 seggi e diventerebbe il primo partito con il 25,54% contro il 25,42 deld e il 21,54 del Pdl, mentre Monti si deve accontentare di 46 deputati con l'8,31% dei voti.

 

I DATI DEFINITIVI DELLA CAMERA

 

I DATI DEFINITIVI DEL SENATO