Lo spoglio si è concluso, ora è in corso la conta dei seggi. Un meccanismo complesso nel quale entrano anche gli eletti con il voto all’estero.

Senato
Tuttavia, indipendentemente da chi avrà più seggi, la cosa certa è che al Senato non è possibile nessuna maggioranza, a meno di improbabili alleanze con il Movimento 5 Stelle sia da parte del centrosinistra che del centrodestra. Eventualità già esclusa da Beppe Grillo. Al Senato lo scenario che avanza è quello di una maggioranza dei seggi al centrosinistra (122 seggi e il 31,7% dei consensi), seguito dal centrodestra (117 seggi con il 30,6% dei consensi), 54 seggi andrebbero al Movimento 5 Stelle (23,8%), 21 a Monti(9,1%). Restano da assegnare 3 seggi per i votanti all’estero.

Camera
Alla Camera la vittoria, seppur striminzita, permette alla coalizione di centrosinistra di ottenere il premio di maggioranza e  portare a Montecitorio la maggioranza assoluta di 342 deputati (29,5% dei voti). Il centrodestra si fermerebbe a 121 con il 29,1% dei consensi, Grillo avrebbe 110 seggi e con il 25,6% diventa il primo partito in Italia contro il 25,42 del Pd e il 21,54 del Pdl, mentre Monti si deve accontentare di 46 deputati con l'8,31% dei voti. Restano da assegnare 7 seggi per l’estero.

Astensione
Nell’esito del voto ha certamente influito la forte astensione: al Senato hanno votato 31.751.350 d’italiani pari al 75,11% degli aventi diritto, quindi un quarto degli elettori non si è recato alle urne, alquale vanno aggiunti circa un milione di elettori che hanno votato scheda bianca (369.301 elettori pari all’1,16 %) o scheda nulla (762.669 elettori pari al 2,40 %). Alla Camera hanno votato in 35.271.540 pari al 75,19 %, le schede bianche sono state 395.286, pari all’1,12 %, le schede nulle 871.780     pari al 2,47 %).

Elettori in fuga
Alla Camera, in numeri assoluti, il Pdl perde rispetto al 2008 oltre 6.300.000 elettori, il Pd perde oltre 3.500.000 elettori, la Lega perde 1.700.000 elettori. Ingroia resta fuori sia al Senato che alla Camera e con lui Rifondazione comunista, Italia dei valori, Verdi e Comunisti italiani (stessa sorte alla Camera). Casini e Fini ce la fanno al Senato, ma unicamente perché presenti nella lista comune con Monti, mentre alla Camera resta fuori Fini.