Castel San Pietro Terme (Bo). Da neomamma mi trovo a dover affrontare l’argomento vaccinazioni per mia figlia. Tutti i vantaggi dei vaccini sono stati ampiamente decantati da pediatri di famiglia, medici, nonni. Basta tuttavia il solo dubbio del neogenitore se vaccinare sia veramente la cosa migliore per il proprio figlio per essere considerati madri snaturate, che non hanno a cuore la salute del proprio bambino. Da più parti infatti, si sprecano frasi fatte del tipo “i vaccini hanno salvato migliaia di vite umane, sei pazza a non farlo a tuo figlio” o ancora “ti puoi permettere il lusso di non vaccinare, perché tutti gli altri bimbi sono vaccinati”. Questi ultimi solitamente aggiungono “è giusto farlo per un dovere verso la comunità”, fino ad arrivare alla frase più gettonata “con tutti gli extracomunitari che abbiamo è fondamentale vaccinare, chissà quante malattie ci portano”.

E’ utile fare il punto della situazione sul tema. In Italia, ad eccezione della regione Veneto che ha reso tutti i vaccini facoltativi dal 2008, ci sono 4 vaccini obbligatori (contro Poliomelite, Difterite, Tetano , Epatite B), somministrati solitamente in tipologia esavalente insieme al vaccino contro la Pertosse e quello contro l’Emofilo. Quindi nell’iter normale e consigliato, ai 2 mesi del bambino, viene somministrato in un’unica iniezione il vaccino esavalente più un’ulteriore iniezione del vaccino contro il Pneumococco. Vengono in seguito effettuati altri 2 richiami, a 4 mesi e verso i 10-12 mesi. Altra vaccinazione altamente consigliata è la trivalente (Morbillo, Parotite e Rosolia) che si effettua attorno ai 12-15 mesi e che ha un successivo richiamo ai 5-6 anni. Le possibili vaccinazioni non finiscono qui. Sono consigliati anche i vaccini contro Meningococco C, Varicella, Papilloma Virus ed Influenza.

Oggi, sempre più genitori si interrogano sui benefici delle vaccinazioni e sui loro rischi. Numerosi studi hanno portato alla luce le possibilità, non così rare, di subire danni da vaccino. Il danno da vaccino è stato riconosciuto ufficialmente nel gennaio del 2001 con la nascita del CONDAV (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino) e basta navigare su internet (www.comilva.org per citare un sito che da anni si  batte per la libertà di vaccinazione) per leggere  storie drammatiche di famiglie che hanno avuto figli danneggiati dopo un vaccino (ritardi motori, autismo, epilessia, sclerosi multipla, paralisi, deficit cognitivi, convulsioni, fino alla possibilità di morte).

In effetti se si guarda la reale composizione del farmaco usato per la vaccinazione si capisce che tanto sano non deve essere. Per citare solo 3 dei componenti presenti si segnale la presenza di Alluminio (secondo esperimenti di laboratorio può produrre danni neurologici), Formaldeide (cancerogeno) e Mercurio. Relativamente a quest’ultimo, la quantità di mercurio presente nei vaccini pediatrici supera abbondantemente i limiti massimi tollerati dalle Agenzie tossicologiche (187,5 mcg di mercurio ad ogni ciclo vaccinale mentre la dose massima permessa in un neonato di 5 Kg sarebbe 0,5 mcg). Si rimane disorientati al pensiero di iniettare al nostro piccolino di appena 60 giorni tante sostanze pericolose. Certamente se si avesse la certezza dell’efficacia del vaccino nel proteggerlo da quelle malattie, fare il vaccino varrebbe il rischio. Il problema è che attualmente non ci sono dati sulla durata effettiva dell’immunizzazione, le conoscenze sono ancora limitate e parziali, le stime approssimative e non sempre veritiere. Di nessun vaccino si può affermare con certezza che duri tutta la vita.

Ai vaccini si attribuisce il merito della scomparsa o regressione di gravi epidemie provocate da malattie infettive. Da anni ci viene inculcata la convinzione che i vaccini abbiano debellato il vaiolo, ridotto la difterite, sconfitto la poliomielite e che i danni da vaccino non esistano e che, se mai esistessero, è un piccolo tributo da pagare in questa guerra vittoriosa. Le epidemie degli anni passati non potranno tornare finché tutti i bambini continueranno ad essere vaccinati, anzi vaccinatissimi. Non ci viene detto che queste malattie avevano iniziato la loro regressione già prima dell’introduzione del vaccino, semplicemente grazie alle migliorate condizioni igieniche, sanitarie e alimentari. Viene diffusa invece l’illusione che tale regressione sia dovuta ai vaccini, senza mostrare il periodo antecedente l’introduzione vaccinale che evidenzia come l’epidemia fosse già in calo. Basta pensare ad una delle malattie infettive più terribili, la peste, scomparsa da sola senza che ancora si sappia il perché.

Altro dubbio di molti genitori riguarda la forte affluenza di immigrati nel nostro paese, visti da molti come portatori di malattie non più presenti nel Paese. Le statistiche però mostrano come ciò non sia vero. La stragrande maggioranza di chi migra non presenta malattie degne di nota, in quanto l’immigrato è generalmente una persona forte, giovane, che affronta un lungo viaggio alla ricerca di un lavoro. Chi è malato non viaggia. I dati mostrano che tra le patologie di cui soffrono gli immigrati nessuna è riconducibile a quelle per cui esistono i vaccini pediatrici.

Dando un veloce sguardo alle malattie per cui esistono i vaccini, vediamo come l’ultimo caso di Poliomielite in Italia risale al 1982 e dal 2002 l’Europa viene considerata polio-free. Per quanto riguarda la Difterite invece, la situazione è simile, l’ultimo caso italiano risale al 1990. Si continua a vaccinare per malattie che nel nostro Paese sono scomparse. Per quanto riguarda il Tetano, non è una malattia infettiva, ma è causato da un microbo che vive in anaerobiosi. Per rischiare di contrarlo occorre farsi un taglio molto profondo e sporco di terra. Nel caso ci si ferisca, si hanno comunque 72 ore di tempo per ricevere il vaccino unito a delle immunoglobine contro il tetano prese dal sangue di un donatore in grado di neutralizzare la tossina tetanica. L’Epatite B, il cui vaccino è stato reso obbligatorio nel 1991, non è una malattia dei bambini, considerando che il contagio avviene attraverso sangue infetto o rapporti sessuali non protetti. Avrebbe senso la vaccinazione solo nei bambini figli di madri infette. La Pertosse infine, è una malattia grave solo se presa entro il primo anno di vita del bambino, ma considerando che il vaccino acquista la sua efficacia solo dopo il terzo richiamo, intorno all’anno di età, si capisce come la vaccinazione non sia poi così fondamentale.

Attualmente, tramite libri o siti internet, è facile reperire informazioni su tutto quello che ci viene taciuto dai comuni pediatri ed invito i genitori a farlo perché riguarda la salute dei nostri figli. Non sempre il Sistema Sanitario sembra fare l’interesse del cittadino. Purtroppo vendere malattie e vendere cure è diventata un’esigenza di mercato. La corsa al guadagno diventa sempre più insistente e molto spesso si specula sulla salute delle persone. Il solo fatto che l’87% degli scienziati che scrivono linee guida cliniche hanno legami finanziari con aziende farmaceutiche ci deve far riflettere. Le industrie farmaceutiche finanziano in Italia più dei 2/3 delle ricerche mediche ed è logico pensare che risultati scomodi non vengano pubblicati.

Per tutti questi motivi decidere di non sottoporre il proprio figlio alle vaccinazioni, obbligatorie o consigliate che siano, è una grande responsabilità. E deve essere anche un Diritto. D’altronde lo è anche la scelta opposta, ossia farlo vaccinare perché è obbligatorio, delegando ad altri la decisione e lasciando la tutela della sua salute in mano a persone sulla cui eticità ci sono dei dubbi. Ogni genitore vuole sicuramente il meglio per il proprio figlio. L’importante è che la scelta di vaccinare o meno il proprio bambino, non sia solo responsabile ma anche consapevole. E forse tra qualche anno il detto “sei maggiorenne e vaccinato” non avrà più tanto valore.

(Caterina Righini)