Era piena la sala che ha ospitato la prima direzione del Pd ravennate dopo le elezioni. Tanta gente (ma anche tante assenze) per cercare, prima di tutto, di riprendere fiato.

Fin dalla relazione del segretario Alberto Pagani si capiva che un partito frastornato cercava di prendere tempo e aspettava con rassegnazione la marea delle critiche.

Che sono puntualmente arrivate.

A partire da una considerazione politica che l’intera (o quasi) assemblea ha condiviso: di governassimo col Pdl non si deve nemmeno parlare.

Poi con linguaggio sempre corretto e qualche segno di esasperazione è stata fatta la lista delle cose che non vanno.

Questo partito non può diventare un ufficio di collocamento (in molti casi ben retribuito) per persone che poi non vedi mai alle iniziative politiche (non a caso, con un paio di eccezioni, tutti gli uomini Pd dentro le controllate e le ex municipalizzate erano assenti, come i parlamentari uscenti, peraltro, vale a dire Mercatali e Albonetti), si fanno molte chiacchiere e tanti riunioni per un posto prezioso (in termini economici) e nulla viene fatto per parlare con i cittadini, il partito è diventato talmente autoreferenziale che non conosce nemmeno la realtà nella quale opera.

Pagani aveva candidamente ammesso che non conosciamo più la realtà nella quale operiamo, ma la richiesta che veniva da tanti interventi si può riassumere in una domanda: quante elezioni dobbiamo ancora perdere per sapere quel che oggi ignoriamo?

E  in molti si sono chiesti: perché abbiamo perso i voti dei lavoratori quando siamo nati per essere il partito della speranza anche dei lavoratori?

Per certi versi è stata anche un’assemblea che ha tentato di porre un punto fermo: per riprendere la famosa frase di Nanni Moretti, cominciava a cercare i dirigenti che potrebbero portare il Pd fuori dalle sabbie mobili (e tutti sentivano il fiato sul collo di un Movimento5Stelle che sta galoppando), e ci pare anche che abbia ormai piena consapevolezza che le facce attuali poco o nulla possono fare per creare la svolta.

La prossima puntata andrà in onda entro un mese, e si parlerà di come gestire le (eventuali?) dimissioni del segretario.

(m.z.)