Imola. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune e alla Cooperativa Artemisia riguardo alla vicenda del bando per l’assegnazione del servizio di sorveglianza e ricollocazione per gli istituti cultural imolesi. Lo fa sapere l’assessorato alla Cultura del Comune di Imola.

Con l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’appello proposto dal Comune e dalla  Coop. Artemisia, si è definitivamente accertato che, contrariamente a quanto ritenuto dal Tar in primo grado, l’offerta di Artemisia  non può considerarsi “anomala” per due ragioni: la prima, perché, nell'affermare la presunta anomalia, si era  valutata solo una parte dell’offerta, precisamente, quella che si riferiva alle ore impiegate per la biblioteca, che costituiscono solo 1/5 dell’intero monte ore oggetto di appalto; la seconda, perché, in presenza di due consulenze di contenuto opposto, il Tar aveva deciso inspiegabilmente in conformità alla seconda.

Pertanto, Artemisia si è confermata aggiudicataria del servizio di sorveglianza e ricollocazione per gli istituti cultural imolesi. L’appalto è quinquennale, dal marzo 2013 al marzo 2018, con la possibilità di rinnovo per altri due anni. Al Comune verranno restituite le spese legali, che avevo corrisposto alle vincitrici in primo grado.