Imola. La città è virtuosa, migliorata e cresciuta nel corso degli ultimi cinque anni nonostante la crisi economica mondiale abbia creato problemi e fatto ridurre al minimo gli investimenti. Una crisi mai negata dall’amministrazione comunale che anzi, con il patto per lo sviluppo a livello circondariale, ha cercato di porvi freno dando una mano ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà facendo sistema con la Fondazione Carimola e altre istituzioni. E’ la fotografia scattata dal sindaco Daniele Manca, ormai a fine mandato, che ha voluto la giunta silenziosa schierata attorno a lui.

I motivi di orgoglio sono la riduzione del debito nel quinquennio del Comune da 104, 6 a 72  milioni che pro-capite significano da 1548 a 948 euro anche se la media nazionale è più bassa (904,46 euro). Segno che prima dell’arrivo di Manca si era sperperato? “No – commenta il sindaco – il fatto è che dal 2008 il mondo è cambiato, non c’erano la crisi e il patto di stabilità, quindi se si decideva di fare un’opera bastava chiedere un mutuo alla Cassa depositi e prestiti. Abbiamo pure ridotto le spese di rappresentanza e mantenuto la pressione fiscale (addizionale Irpef e Imu, ndr) a uno fra i livelli fra i più bassi in tutta la regione”.

E le tante società partecipate? “Sono un importante strumento di lavoro per l’Amministrazione – commenta Manca – non sono nate per creare poltrone bensì svolgono un ruolo fondamentale per garantire migliori servizi ai cittadini”.

Come mai i consigli di amministrazione sono pressoché completamente formati da personale politico? “Non considero l’essere una persona che fa politica un virus – è la replica -. Intanto abbiamo ridotto il numero dei componenti dei cda e le nuove nomine saranno effettuate dopo le elezioni amministrative di maggio, non per motivi di tattica, ma perché farlo adesso, a fine mandato, sarebbe eticamente scorretto”. E pensarci  prima?

Manca ha rivendicato pure, per quanto riguarda il centro storico sul quale serve una collaborazione con i commercianti “di aver risolto l’annosa  questione di piazza Matteotti e di lavorare per una città d’arte accogliente  attraverso una pulizia dei muri, un sistema della sosta equo e un regolamento dei dehors”. Il tutto “condito” da una serie di eventi che  hanno riportato i cittadini a godersi il “cuore” della città.

Infine, la pagina intitolata “Un nuovo civismo” dove viene ricordato il  debutto del progetto per la sicurezza “ImolAttiva”, il bilancio partecipato, l’attività dei Forum (alcuni critici verso la capacità di ascolto della giunta, ndr), la valorizzazione dei centri sociali e degli orti anziani.

Una pagella nella quale Manca dà a sé e ai propri assessori ottimi voti. Ma qualcuno, sempre che il Pd vinca le elezioni, non sarà più nella prossima giunta poiché per legge il numero degli assessori si ridurrà dai dieci attuali a sei. Chi resterà fuori? Oltre a Valter Galavotti e a Raffaella Salieri per raggiunti limiti d’età, gli altri vorrebbero rimanere, ma non è possibile anche perché qualche faccia nuova dovrebbe arrivare. Si parla dell’avvocato Daniela Spadoni, candidata dai “renziani” alle parlamentarie e di personaggi di spicco delle due liste civiche che stanno nascendo a sostegno del sindaco.

(Massimo Mongardi)