Ferrara. Guardare Antonioni con gli occhi di Antonioni. Un’esperienza possibile, visitando la mostra che ha aperto i battenti sabato 9 marzo a Ferrara, curata da Dominique Paini, già direttore della Cinémathéque Francaise. Attraverso le sale espositive di Palazzo dei Diamanti si incontra l’intera produzione cinematografica di Michelangelo Antonioni, ma non solo. Si incontra un personaggio eclettico, un intellettuale del XX secolo attento alla letteratura, all’arte, alle vicende del suo tempo che racconta col suo stile inconfondibile nei suoi film. Insomma, un personaggio a tutto tondo che, avviato come critico cinematografico negli anni ’60 , ha finito per divenire una figura di riferimento del cinema internazionale. Le stagioni della sua carriera da regista, rappresentate nelle 9 sezioni in cui si articola la mostra, sono l’evoluzione della sua ricerca e della sua visione della realtà, fatta di silenzi e incomunicabilità, di grandi spazi e di paesaggi onirici ma anche di interpretazione dei tempi e di bellezza, che ricercherà fino all’ultimo. L’ultima sala, è l’epilogo simbolico di una parabola che si chiude con “Lo sguardo di Michelangelo” ultima opera in cui il grande regista ormai 92enne, debutta come attore e incontra il Mosè dell’omonimo Michelangelo nel magniloquente silenzio di S. Pietro in Vincoli a Roma. Nella sua ricerca instancabile della bellezza, Antonioni sembra interrogare il gigante di marmo ed esprime l’idea quasi mistica che egli ha sempre avuto dell’arte come atto di creazione. Una conclusione che è anche la chiusura di un cerchio artistico e vitale, che tuttavia mantiene necessariamente un interrogativo aperto, senza il quale l’arte stessa perderebbe di senso. Non solo film in mostra, con la riproposizione di brevi spezzoni della produzione del regista ferrarese provenienti dagli archivi della Fondazione Cineteca di Bologna , del Comune di Ferrara e del Museo Michelangelo Antonioni, ma anche tanti oggetti appartenuti al regista e alle sue collezioni e documenti che testimoniano la fitta rete di relazioni di Antonioni con artisti, registi, scrittori. Esposte nel percorso espositivo le opere degli artisti che hanno ispirato Antonioni e che presentano affinità con la sua produzione cinematografica : Pollock, Rothko,Schifano, De Pisis, De Chirico, Balla,Morandi, Burri, Vedova, con alcuni dei quali intrattiene anche relazioni epistolari, mentre alcuni dipinti di Campigli, Sironi e Morandi appaiono nelle scene di alcuni dei suoi film. Fra gli altri documenti in mostra sceneggiature originali e appunti sui film, le lettere di scrittori (Vittorini, Sciascia, Calvino, Flaiano, Cortàzar, Brthes, Eco), registi, sceneggiatori, attori e articoli usciti sulla stampa nel corso degli anni sulle sue opere cinematografiche.


Dalle nebbie all’ identificazione di un maestro

Le prime due sezioni che compongono la mostra, “Nebbie” e “Deserti”, sono dedicate ai due poli dell’immaginario antonioniano con le atmosfere rarefatte e silenziose del paesaggio ferrarese della prima e la luce abbagliante, la vastità degli orizzonti desertici e polverosi della seconda (“Zabrinskie point” e “Professione reporter”). La terza, “Realtà”, comprende le opere del neorealismo, un’analisi della condizione della borghesia influenzata dalla conoscenza della letteratura francese e americana e da quella italiana (Bassani, Pavese) che aveva riflettuto sul “provincialismo” italiano, nonché dalla drammaturgia viscontiana. La quarta, “Scomparse” è la sezione della prima maturità dove Antonioni realizza “L’avventura”, “La notte”, “L’eclissi” e inizia una nuova fase stilistica culminata con “Deserto rosso”. “Il colore del mondo e dei sentimenti” è la sezione della prima esperienza col colore. In “Deserto rosso” girato nel paesaggio ravennate, usa tonalità cromatiche con una funzione espressiva e simbolica e vince il Leone d’oro al festival di Venezia (1964). “Simulazioni” è la sezione del celeberrimo “Blow up” premiato con la Palma d’oro a Cannes nel 1967, L’esplosione della musica rock, l’impatto della pubblicità e della moda sul volto della città e sulla vita quotidiana permeano il nuovo immaginario del regista che lascia l’Italia e trova nella Swinging London degli anni Sessanta,una fucina di immagini nuove e dirompenti. “Le montagne incantate” settima sezione dedicata al profondo interesse per l’arte, contiene una serie di soggetti montuosi esperimenti pittorici del regista a tecnica mista che vengono prodotti in grande formato con la tecnica dell’ingrandimento fotografico, capace di svelare aspetti inediti e verità nascoste della realtà. Un’appassionata ricerca su forma, colore, materia con cui scopre spettacolari paesaggi onirici. “Altrove” è il ritorno al documentario. Invitato dalla RAI e dal Governo cinese, Antonioni gira tre documentari, uno sui cinesi, prima approvato e poi attaccato dal Governo di Pechino, uno sul Giappone e uno sugli antichissimi rituali dell’India. “Identificazione di un maestro” è la sezione del ritorno in Italia. Antonioni scrive, filma, dipinge. Nel 1983 torna nei luoghi de “L’avventura” e gira un documentario che è un affascinante viaggio nella memoria (“Ritorno a Lisca Bianca”). Lo stesso anno pubblica “Quel bowling sul Tevere” una raccolta da cui prende vita 12 anni dopo, grazie al contributo di Wim Wenders, “Al di là delle nuvole” (1995) film in 4 episodi uno dei quali è ambientato fra Ferrara e Comacchio.


Le due donne di Antonioni: Lucia Bosè e Monica Vitti

Non poteva mancare l’omaggio alle due donne più significative della vita di Michelangelo Antonioni. Una Lucia Bosè giovanissima, che ha avuto il suo esordio proprio col regista ferrarese che ne rimase subito colpito, è ripresa in una videoinstallazione realizzata dall’artista fotografo e regista francese Alain Fleischer. A Monica Vitti, protagonisti di molti film di Antonioni e sua compagna per molti anni, è dedicato uno schermo che occupa l’intero specchio di un passaggio del percorso espositivo e che la ritrae in un primo piano rallentato e quasi onirico. Inedito inoltre il filmato che riprende i provini dell’attrice per il “Deserto Rosso” .

(Virna Gioiellieri)

 

ORARI DI APERTURA

Lunedì dalle 14 alle 19, da martedì a domenica dalle 10 alle 19

(il servizio biglietteria termina 30 minuti prima della chiusura)

Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, 1 Maggio e 2 Giugno

 

www.palazzodiamanti.it

 

Eventi collaterali

Lunedì 25 marzo

Paolo veronesi, Università di Ferrara

ANTONONI E FERRARA: CRONACA DI UNO “SGUARDO PENTAGONO”

 

Lunedì 8 aprile

Alberto Boschi, Università di Ferrara

“USARE I MEZZI PIU’ SEMPLICI E IL MINOR NUMERO DI MEZZI”. LO STILE CINEMATOGRAFICO DI MICHELANGELO ANTONIONI

 

Lunedì 15 aprile

Dominique Paini, curatore della mostra

ANTONIONI E LE ARTI: LASTORIA DI UNA MOSTRA

 

Lunedì 6 maggio

Roberto Calabretto, Università di Udine

ANTONIONI E LA MUSICA, UN’ANALISI DELLE COLONNE SONORE DEI SUOI FILM