Bologna. Giovanni Favia, consigliere regionale del Gruppo misto, ha lanciato un appello ai neo parlamentari del Movimento 5 Stelle per chiedere di fermare la costruzione dell’autostrada Orte-Mestre. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), a quanto pare, avrebbe l’intenzione di dare il via ai lavori in tempi brevi.

“In Italia non esiste solo la Tav, spero di vedervi a stretto giro sotto i palazzi dei ministeri romani” esorta Favia. I dati dell'ultimo rapporto ufficiale sui flussi di traffico 2008-2011 parlano di “un calo consistente e generalizzato” su tutta la rete autostradale dell'Emilia-Romagna con valori medi compresi tra il -6 e -10%, peggio ancora il traffico pesante che registra un -20%. “Fin dai tempi di deposito del progetto, il 2007, era abbastanza in dubbio la sostenibilità economica dell’opera – sostiene Favia – a causa degli scarsi volumi di traffico che l’avrebbero attraversata, dubbi che non possono che aumentare oggi, visto il costante calo del traffico su gomma a causa della crisi”.

“Ha senso allora investire ancora nella gomma e non nel trasporto ferroviario – continua Favia –, in special modo per quanto riguarda il trasporto delle merci, visto che l’opera, nella nostra regione, viene giustificata principalmente dalla necessità di collegare il porto di Ravenna con l’Europa? Ha senso continuare ad avvelenare la nostra pianura (sono altri 3 i progetti di nuovi assi autostradali) che già oggi, vista dal satellite, terrorizza per livello d'inquinanti da combustione? E ancora di più, ha senso che un impegno come questo venga preso da un governo “scaduto” che oltretutto ha, nelle ultime consultazioni elettorali, ottenuto una evidente sfiducia dai cittadini? Può un governo che dovrebbe pensare solo agli “affari correnti” prendersi una responsabilità dell’avvio di un’opera del valore di oltre 9 miliardi di euro ma, soprattutto, con un tale impatto sul territorio, compresa una delle più importanti aree umide europee come il Parco del delta del Po?”

Ad opporsi all'opera, che costerebbe oltre 9 miliardi di euro ed avrebbe un impatto molto forte sul territorio ed in particolare sul Parco del Delta del Po, il Wwf , la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre e numerose altre associazioni.