Imola. E' quasi tutto pronto al museo Scarabelli per l'inaugurazione di venerdì 22 marzo. Il taglio del nastro al “museo più antico e più nuovo della città” sarà effettuato alle ore 18 mentre in serata, fino alle 23, si terranno le prime visite guidate in cui gli esperti e i curatori illustreranno le raccolte. Il nuovo museo sarà ospitato al primo piano del complesso di San Domenico, proprio accanto al percorso delle “Collezioni d'arte della città”, la pinacoteca comunale rinnovata nell'allestimento poco più di un anno fa. Gli oltre 40 mila pezzi delle collezioni che costituiscono il Museo Giuseppe Scarabelli stanno così per tornare fruibili dopo sette anni di “purgatorio”.

 

Nucleo centrale dello “Scarabelli” è il Gabinetto di Storia naturale di Imola, fondato nel 1857 da quattro studiosi imolesi, Giuseppe Scarabelli (1820-1905), Odoardo Pirazzoli (1815-1884), Giacomo Tassinari (1812-1900) e Giuseppe Liverani (1826-1876). Uomini di scienza ma anche patrioti appassionati, decisero di unire le proprie collezioni e farne dono al Comune e “alla studiosa gioventù imolese”.

 

“Giuseppe Scarabelli è stato uno studioso di statura europea, presidente dall'associazione geologica nazionale ed autore del primo studio scientifico di stratigrafia in archeologia della Preistoria – spiega Valter Galavotti, assessore alla Cultura del Comune di Imola –. Pensiamo che questa raccolta geologica e storica possa essere uno strumento di lavoro importante per l'Università, per gli studenti di geologia, di archeologia e di scienze della terra”.

 

Dell'antico museo sono rimaste le teche originali e la collocazione dei pezzi al loro interno, una collocazione “stratigrafica”, che vede cioè posizionati più in alto i reperti più recenti e in basso quelli più antichi, proprio come avviene in geologia o in archeologia. Reperti dal Paleolitico all'Età del bronzo provenienti dagli scavi di Scarabelli effettuati a Monte Castellaccio, resti portati alla luce dalla Grotta di Tiberio, oltre a campioni di rocce, minerali e fossili, raccolti sul nostro Appennino ma non solo. Una testimonianza incredibile della storia del nostro Paese e del territorio imolese in particolare la forniscono i resti di rinoceronti, ippopotami ed elefanti risalenti a 800 mila anni fa.

 

La sezione di scienze naturali è formata da raccolte eterogenee: di Giacomo Tassinari la raccolta di conchiglie marine e d'acqua dolce, oltre ad un erbario in 34 volumi in cui, assieme a Odoardo Pirazzoli, raccolse 5 mila specie di piante da tutta la Penisola. Sempre di Pirazzoli la raccolta di oltre 27 mila insetti, caso unico in regione di raccolta storica che costituisce una fonte importantissima per lo studio dei cambiamenti climatici ed ambientali. A Giuseppe Liverani si devono gli oltre 200 uccelli locali che costituiscono il nucleo principale della collezione ornitologica.

 

L'allestimento attuale del museo vede un lungo corridoio che introduce alle collezioni più antiche. Questo spazio iniziale vuole introdurre il visitatore alla storia del museo percorrendo a ritroso le tappe della sua costituzione. I reperti di Età Romana, come il mosaico policromo ed il Dioniso ebbro dell'allestimento del 1965, precedono la raccolta etnografica precolombiana ed africana costituita nel secondo Dopoguerra dalle donazioni di Giuseppe Mazzini e Carlo Manara. L'oggetto forse più particolare è una mummia egizia, risalente ad un periodo compreso tra il I ed il II sec. d.C., donata al Gabinetto nel 1865 dal medico imolese Pietro Toschi. Ad “aprire” le teche ottocentesche diverse postazioni multimediali che daranno la possibilità di esplorare i contenuti con i mezzi offerti dalle nuove tecnologie. A raccontare la storia di “Dorina”, la mummia egizia, sarà la voce di Carlo Lucarelli, che si è prestato alla collaborazione.

 

Il museo offrirà visite guidate nelle giornate di venerdì 22, e domenica 24 marzo, lunedì 1 aprile (Lunedì di Pasquetta) e per tutte le domeniche (7-14-21-28) di aprile. L'ingresso sarà gratuito nei giorni 22, 23 e 24 marzo 2013 e in occasione delle visite guidate.

Gli orari di visita dei musei ospitati nel complesso del San Domenico (via Sacchi, 4), “Scarabelli” e “Collezioni d'arte”, sono: sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Per informazioni: tel 0542.602609, musei@comune.imola.it, www.museiciviciimola.it.

(Leonardo Bettocchi)