Imola. Sette candidati a sindaco già sicuri più due in forse, a circa 2 mesi dalle elezioni amministrative, sono un record assoluto per una città di 70mila abitanti. Il fatto poi che sia possibile, per la prima volta nella storia repubblicana di Imola, un ballottaggio rende il confronto ancora più interessante. Pare infatti assai probabile che a contendersi la poltrona più prestigiosa di piazza Matteotti saranno il sindaco Daniele Manca del Pd (sceso alle politiche di febbraio dal 51% al 41% rispetto al 2008) e Claudio Frati, il portavoce del Movimento 5 stelle che a febbraio ha toccato la vetta del 26,1% quando nel 2008 non esisteva e alle regionali del 2010 si era fermato al 6,5%.

Insomma, sarà un bel duello e il sindaco sta già cercando alleati un po’ dappertutto per non dover passare dalle forche caudine di un secondo turno che si annuncerebbe assai insidioso. Oltre al Pd, nella sua coalizione ci sarà l’Udc che detiene circa l’1%, una lista cosiddetta civica guidata dal medico di Cielle Romano Linguerri e formata da alcuni giovani “ex renziani” vicini all’on Raffaello De Brasi il quale dopo aver attaccato ripetutamente sia Manca sia il Pd è stato folgorato sulla via Mazzini, versante municipio, e forse Rc, Comunisti Italiani e Verdi che a fine febbraio, con Ingroia, hanno raccolto un misero 2,2%. Fuori dal gioco del centrosinistra, c’è Sel che al primo turno si alleerà con un’altra lista civica e presenterà quasi certamente come candidato Giorgio Laghi, molto critico verso l’Amministrazione in particolare sulla creazione della società BeniComuni, realizzata con dipendenti comunali di fatto esternalizzati, e sulla gestione della sanità.

Se il centrosinistra, non ride, il centrodestra piange. Il Pdl, che alle elezioni politiche di febbraio si è fermato al 12,5%, si è ritrovato solo e candiderà Simone Carapia, uomo di fiducia di Alberto Vecchi in Regione. La Lega Nord, come spiega il consigliere provinciale Alessandro Marchetti, era disposta “a dialogare con le altre forze politiche del centrodestra, ma mantenendo il nostro simbolo e con un candidato sindaco non strettamente di partito. Visto che il Pdl non pare disponibile, andremo da soli”. Ragionamento simile per Riccardo Mondini capogruppo dell’Unione di centrodestra: “Ho contattato il Pdl per fare la proposta di un listone di centrodestra con a capo un avvocato al di fuori dai giochi della politica (michele Taroni, ndr), ma mi hanno fatto rispondere da Bologna. Poi Vecchi non mi ha più chiamato e quindi ho interpretato il suo silenzio come un diniego. Visto che credo esista uno spazio nel centrodestra al di fuori del Pdl, mi presenterò come candidato a sindaco”.

Finora, dunque ci sono 2 candidati a sindaco del centrosinistra, uno del M5S e tre del centrodestra ai quali bisogna aggiungere Franco Benedetti, di Fli, che correrà da solo al primo turno con una “civica per l’autodromo a Imola” formata da fans dell’“Enzo e Dino Ferrari”, circuito ormai nobile decaduto. E siamo a sette, Ma forse non è finita. Il giovane vicepresidente del consiglio comunale Andrea Zucchini, prima nell’Unione di centrodestra, poi nell’Udc e ora nel gruppo misto, conferma che “presenteremo sicuramente una lista dal nome “Insieme si vince”, ma è prematuro dire se andremo da soli oppure con il sindaco Manca che, fra i contendenti, mi pare il migliore”. E pure il capogruppo di Per Imola Giuseppe Palazzolo prenderà una decisione definitiva entro una decina di giorni.

Si potrebbe quindi arrivare perfino a nove candidati a sindaco con una corsa a cercare le firme dei cittadini. Con una griglia di partenza pari quasi alla Formula Uno che ormai a Imola manca da sette anni e rischia di non tornare mai più sulla pista in riva al Santerno.

 (Massimo Mongardi)