Imola. Alla presentazione della candidatura a sindaco di Giorgio Laghi (54 anni, ex funzionario Pci, Pds, Ds) per la lista “Imola migliore” non ci sono i dirigenti di Sel con i quali Laghi ha collaborato a braccetto da un anno e mezzo e destinati a correre assieme. Una scelta strategica in attesa della presentazione della lista locale del partito di Vendola? Può essere, anche se nelle ultime ore sembra sia arrivato dalla sede centrale del partito di Vendola uno stop all'operazione. Cosa confermata anche dallo stesso Laghi: “Sel sta vivendo un tormento interno fra il locale e il nazionale, ho apprezzato la loro uscita dalla maggioranza di centrosinistra, hanno dimostrato di essere coraggiosi, ora aspettiamo martedì la loro assemblea provinciale sperando che non gli tolgano il simbolo”.

Sì, perchè martedì prossimo il nodo dovrebbe essere sciolto in un incontro a Bologna, e un eventuale marcia indietro di Sel imposta dal livello nazionale non si sa come potrebbe essere accolta dagli iscritti imolesi. 

Intanto, una folla di una quarantina di persone si è radunata e Laghi comincia la sua requisitoria contro chi “ha fatto ritorsioni contro persone che volevano entrare in lista con noi. Una vergogna nella città di Andrea Costa. Dal 1992, Imola sta vivendo un declino, bisogna smetterla di buttare soldi pubblici nell'autodromo e diminuire il numero delle società partecipate dal Comune, i dipendenti della BeniComuni devono essere riassunti dall'ente locale. Gli utili della discarica di Pediano devono esssere reinvestiti per l'emergenza sociale che tocca anche il nostro Comune così come non mi interessa che Hera faccia utili di 120 milioni all'anno, vorrei che le bollette da pagare per i cittadini fossero più basse”.

Cosa fare a partire da subito? Laghi non ha dubbi: “Ridurremo il numero dei dirigenti comunali da 9 a 3, gli assessori passeranno  da 9 a 5 e diremo i nomi entro la fine di aprile nel modo più trasparente possibile. Porteremo l'ufficio del sindaco al piano terra e lo terremo aperto per i cittadini dalle 8 alle 13. Gli assessori dovranno ricevere le persone entro cinque giorni dalla richiesta o gli verrà ritirata la delega. E non succederà mai più che un assessore alla Cultura regni come un monarca per 18 anni (Valter Galavotti, ndr) e faccia solamente ciò che gli piace senza coinvolgere i cittadini”.

Una domanda, lei Laghi era nel Pds nel 1992, ovvero da quando dice che è cominciato il declino, e c'è rimasto a lungo. Come mai ora lo critica? “Il  partito era in salute, era il sindaco che amministrava la città che non lo faceva bene. Ora mi giungono voci di uno smottamento sensibile anche nel Pd dal punto di vista del tesseramento”.

(Massimo Mongardi)