“E dopo l'Imu e la Tassa di soggiorno ecco la Tares o Tassa sui rifiuti e sui servizi, meglio conosciuta come nuova Tarsu, che verrà versata in quattro rate a partire da giugno, una vera e propria patrimoniale sul rifiuto. Il balzello imposto dal Governo è uno degli argomenti più preoccupanti per la categoria. La Tares colpirà non solo la nostra comunità, ma anche, e pesantemente, le attività produttive. E sarà un vero salasso. Il Governo chiederà una copertura del 100%, a cui si aggiungeranno da 0,30-0,40 centesimi per metro quadro.

A farne le spese saranno, sopratutto,  in tempi difficilissimi, le aziende alberghiere, a cui seguirà poi a poca distanza di giorni l’Imu e da luglio il peso dell’aumento dell’Iva.  Imu + Tares 2013 significa mediamente un aumento del 60% sul 2011, dai 6.000 euro in su per ogni struttura alberghiera.

Siamo agli sgoccioli e se non si metterà freno all'ingordigia delle Pubbliche Amministrazioni durante l'anno in corso sono previste altre chiusure per cessata attività, il Paese si sta impoverendo, sta perdendo migliaia di aziende e con loro migliaia di posti di lavoro, di reddito, di dignità.

Possibile che ovunque si parli di aumenti e non si capisca che così non si può più andare avanti? Gli albergatori sono sfiduciati ed hanno capito, che, per l'ennesima volta, abbiamo sperato in un Governo, in un gruppo di uomini, che poi hanno abbandonato a se stesso il settore.
A livello locale, di turismo si parla solo. Si riempiono le pagine dei giornali con dichiarazioni mirabolanti delle varie “missioni” all'estero di chi, ancora ci vuole fare credere che basti andare oltre confine a dire quanto siamo belli ed accoglienti per convincere ad un soggiorno nei nostri territori. Mai una menzione al disastroso stato del nostro collegamento ferroviario con Bologna, della criticità che la tassa di soggiorno sta creando giorno dopo giorno, dello scoordinamento che c'è nel net di chi fa turismo, dalla Curia allo Stato agli stessi enti turistici, tra gli operatori stessi, e per il sistema dei Musei (magari con iniziative importanti)…… ognuno per sé, amplificando l'isolamento di tutti nei confronti di tutti.

Qui si vuole fare credere, come al solito che non va poi così male, come da altre parti, consolazione davvero di basso profilo e miope di una situazione per certi versi drammatica.

Nel 2012 nel solo comune di Ravenna hanno chiuso nel turismo 83 attività con un saldo di meno 14 attività e cresce il ricorso agli ammortizzatori sociali.

E intanto si avvicina il Ponte Pasquale, primo banco di prova per capire che aria tira.

A Ravenna, ma anche nei territori limitrofi, ci sono ancora molte camere libere.

Se un Paese è in crisi anche il suo turismo è in crisi, la correlazione è strettissima, quasi a far considerare il Turismo una industria a partecipazione statale.

Se un territorio manca di programmazione, di politiche di settore e di prospettiva la crisi viene amplificata e si tolgono importanti occasioni di attirare investimenti e visitatori.”

 

(Filippo Donati,  Presidente Nazionale Assohotel Confesercenti)