21 marzo, primo giorno di primavera: a Bologna un grande corteo con centinaia, migliaia di studenti  per ricordare le vittime di mafia e l’impegno delle istituzioni contro le infiltrazioni criminali, una giornata di forte mobilitazione, nell’ambito della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, e all’interno del calendario di “Civica 2013”, il festival provinciale della legalità promosso di “Libera Bologna” e “Avviso Pubblico”, l’associazione che raggruppa gli enti locali impegnati contro le mafie.

La manifestazione ha avuto un concentramento in piazza Verdi, poi è sfilata lungo le vie del centro: al corteo hanno partecipato anche gli studenti medi dei Presìdi di Libera, molto attivi nelle scuole superiori bolognesi, e gli universitari che aderiscono all’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, poi è stato inaugurato il primo sportello antiusura a Bologna chiamato “Sos Giustizia”, nella sede del quartiere Porto, che offrirà un servizio di ascolto e assistenza alle vittime di usura o tentativi di estorsione, nato dalla collaborazione tra il Comune di Bologna e Libera; ancora, in molte scuole e uffici si è mangiato un menù antimafia con pasti confezionati con i prodotti di Libera Terra. Infine un’altra iniziativa nel solco della memoria: la sala del consiglio al primo piano della sede del Quartiere San Vitale porterà il nome di Placido Rizzotto, sindacalista italiano, rapito e ucciso dalla mafia. Il giorno prima c’è stata pure un’intesa siglata tra Anci, Forum italiano per la sicurezza urbana e Avviso Pubblico, nella sede della Regione.
Dunque, molte azioni concrete.

Qualche giorno prima, il 16 a Firenze c’è stata la manifestazione nazionale di “Libera”, con 150mila al corteo antimafia, in gran parte giovani: davanti, in apertura, i familiari delle vittime di mafia, ben in 600, da tutta Italia, per testimoniare la loro storia. A seguire decine di migliaia di persone, che hanno sfilato in occasione della XVIII Giornata dell'impegno e della memoria in ricordo delle vittime delle mafie. La città di Firenze, è una scelta simbolica, perché, quasi venti anni fa, la città fu ferita dalla strage dei Georgofili. In conclusione anche un concerto di Fiorella Mannoia, tra i partecipanti don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'associazione “Libera”.

Infine Imola: lunedì 18 era una serata brutta e piovosa, eppure il salone della Cgil era pieno, circa 200 persone, in gran parte giovani, a presenziare alla presentazione ufficiale del Presidio di “Libera” di Imola, intitolato al giudice Alberto Giacomelli. Presenti anche parecchi esponenti di associazioni, sindacati e di enti locali, per ascoltare Enzo Ciconte, pioniere degli studi sulla mafia al Nord, che ha presentato una ricerca sulle mafie in Emilia Romagna e che, in particolare, ha invitato a non abbassare la guardia, perché le mafie, appunto, anche se silenti, sono molto più presenti di quanto la gente non pensi. Appalti, riciclaggio, gioco d’azzardo, usura, sono tutti terreni attraverso i quali si radicano, anche da noi, e non sempre ne siamo del tutto consapevoli. Certo, la folta partecipazione fa ben sperare, come anche l’intervento del sindaco Manca il quale ha assicurato un impegno delle Amministrazioni pubbliche, sia sui terreni degli appalti e dei lavori pubblici, sia per la volontà di predisporre nuovi interventi, come “sportelli anti usura” ed altro. Infatti tutti concordano che il solo impegno di polizie e magistratura non bastano, se non ci sono anche la vigilanza attiva dei cittadini e l’impegno delle istituzioni, specie quelle più vicine al territorio, gli enti locali. Del resto, il neonato Presidio di Imola ha già un ricco calendario di iniziative, quali la partecipazione al 25 aprile, interventi in scuole, parrocchie, centri sociali, l’appoggio ai campi della legalità specie con l’impegno di Arci e Scout.
Dunque, per le nostre terre pare un buon inizio di un impegnativo cammino.

(Marco Pelliconi, presidente di Arci Imola)