Imola. La cura migliore? Andare a ballare. A dirlo non è una ragazzina in cerca di permessi paterni per la discoteca, ma un’affermata ed esperta dottoressa, Elisabetta Motta, angiologa e specialista internista che lavora in qualificate strutture del nostro territorio.
Come vivono i pazienti, che poi siamo tutti noi, i problemi legati alle vene e alle arterie? Nel meeting di lunedì scorso al Lions Club Imola Host la dottoressa Motta ha sintetizzato in modo particolare la sua lunga consuetudine con i pazienti. Tutti  conosciamo, più o meno i problemi delle arterie (placche, arteriti, aneurismi) e alle vene (trombosi). Non manca neppure un’informazione sui fattori di rischio. Da quelli non modificabili, come l’età, il sesso, i fattori genetici, fattori che rendono ciascuno di noi diverso dagli altri. Ai fattori di rischio modificabili da noi stessi, ad esempio con l’assunzione di corretti stili di vita. Chi non sa che le sigarette, l’alcol, l’inattività fisica fanno male, che le diete vanno assunte solo dietro controllo medico. Poi però è sufficiente che un nostro conoscente fumi o mangi fuori regola senza avere particolari problemi di salute, per aprirci al dubbio e poi per autoassolverci, in una serie di “cedimenti” che vanificano l’assunto dell’importanza degli stili di vita e i buoni propositi iniziali.
E pensare che l’obesità viscerale, cioè il grasso nella pancia, sta diventando uno dei rischi più gravi e specifici dei nostri giorni, perché quel grasso è causa scatenante di gran parte delle malattie cardiovascolari.
La sedentarietà è ormai una vera e propria malattia, è una forma di pigrizia mentale e fisica. La risposta non può che essere l’inserimento nella nostra agenda quotidiana di momenti di movimento, cercando quelli più adatti alla nostra età o alla nostra conformazione fisica. L’ideale rimane sempre il nuoto, ma poi c’è la corsa leggera o la bicicletta e tanto altro. Senza dimenticare il ballo, che ha anche un aspetto di piacevolezza e di socializzazione. E comunque camminare è alla portata di tutti, meglio se all’aperto. Se proprio non c’è altro modo, resta sempre la cyclette o il tapis roulant, ma attenti alle scuse e agli alibi. Non basta, ad esempio, la scusa della casalinga che dice di fare tanto movimento tra i fornelli. Non basta. Muoviti che vivrai di più, è un motto sempre vero che dovremmo, con l’esempio, trasmettere anche ai nostri figli.