Spett. redazione,
da un lato le ricerche di Enel Longanesi finalizzate all’estrazione, dall’altro le ricerche di Edison finalizzate allo stoccaggio: il territorio della provincia di Ravenna è cinto d'assedio.

Nel primo caso, nonostante i dati Arpa rappresentino l’area di indagine come l’area di massima subsidenza della provincia di Ravenna, la Giunta regionale ha dato parere favorevole alle ricerche, in contrasto con la risoluzione dell’Assemblea legislativa regionale del 03/08/2011 che impegna la Giunta medesima “a dare il proprio parere negativo a tutte le richieste di ricerca e coltivazione presentate in aree del territorio regionale colpite dalla subsidenza”.
Ci si chiede poi quale possibilità di reale indennizzo per danni non immediatamente palesi, di cui l’onere della prova spetta al danneggiato, ci si può aspettare da una azienda che, come ha denunciato un agricoltore a Russi, ha mandato propri rappresentanti a casa degli agricoltori affermando che gli altri interessati avevano già accettato l’ingresso degli automezzi, quando questo non era vero.
Ma quel che più inquieta è se troveranno metano, perché se sarà conveniente l’estrazione, allora inizieranno i veri e propri guai per un territorio fra i più importanti per l’economia del nostro Paese, in cui, vista la scarsa pendenza della rete scolante, anche la perdita di pochi centimetri di quota può produrre danni difficilmente valutabili, che immancabilmente ricadrebbero sulla collettività.

Nel secondo caso, in relazione alle ricerche finalizzate allo stoccaggio di metano a opera di Edison, c’è da dire che lo stoccaggio di metano nel sottosuolo può comportare problemi di sismicità indotta, tant’è che in Olanda esiste una normativa ad hoc, di tipo antisismico, per gli edifici da realizzare attorno a tali impianti. La sismicità indotta si sviluppa attraverso scosse a bassa magnitudo. Si tratta di fenomeni superficiali e ristretti, ma che possono avere effetti negativi sulla stabilità di cose ed edifici e investono la qualità della vita delle persone che vivono nella zona.
Va detto infine che lo stoccaggio sotterraneo è molto costoso e svantaggioso e che se tutti i progetti di stoccaggio a livello nazionale saranno realizzati, avremo una disponibilità di 190 miliardi di m3/anno contro un consumo annuo di 80 miliardi di m3. Ne consegue che in Italia si vuole stoccare il gas non tanto perché se ne ha effettivamente bisogno, bensì per specularvi sopra, acquistandolo quando i prezzi sono al ribasso e rivendendolo quando sono al rialzo.
E chi ci amministra: incompetenza o malafede?
(Luciano Lama e Gian Luca Baldrati, Ecologisti Civici Bassa Romagna)