Imola. Ivano è un cittadino imolese di 47 anni. Raccontiamo una storia purtroppo molto frequente di una persona comune: la piccola azienda dove lavorava come magazziniere è fallita al primo stadio della crisi nel 2009, dopo aver fatto qualche mese di cassa integrazione.

Oggi Ivano ci racconta l'epopea che lo ha portato sulla soglia dell'indigenza, una triste realtà alla quale la crisi non ha scontato nulla, e ci dimostra che qualcuno ha ancora il dono di trovare i risvolti positivi anche quando tutto sembra perduto.

Partiamo dall'inizio, dopo aver perso il lavoro nel 2009 che cosa hai fatto?

Beh, per prima cosa ho inviato il curriculum ad altre aziende nella speranza che qualcuno avesse un posto da darmi, il mio campo di esperienza era nell'ambito delle aziende metalmeccaniche, quindi mi sono focalizzato su queste. In due mesi ho ricevuto pochissime risposte e sono stato chiamato per un solo colloquio, al quale mi è stato detto che non c'è lavoro stabile, ma solo qualche carico di tanto in tanto, per questo molte ditte si rivolgono alle agenzie interinali per adempiere a brevi momenti di punta.

A questo punto mi sono deciso a iscrivermi in alcune agenzie. Nel frattempo cercavo di portare a casa qualcosa facendo le pulizie e alcuni lavoretti presso le abitazioni di amici.

In questi anni hai recepito dallo Stato assegni familiari o di disoccupazione?

Inizialmente si, poi sono scadute le possibilità per le quali ero idoneo a riceverle, soprattutto quando ho iniziato, a settembre 2010 un periodo relativamente stabile di contratti interinali, della durata di alcuni mesi, come imballatore in una azienda del circondario. Questa era la massima stabilità alla quale auspicavo.

Poi che è successo?

A giugno 2011 mio padre ha avuto un ictus che lo ha costretto al letto di ospedale. Come suo unico figlio rimasto era mia responsabilità la sua degenza. Compatibilmente con i turni lavorativi assistevo in ogni momento libero il mio genitore, che nel frattempo aveva crisi sempre più frequenti. Devo riconoscere che dal personale di lungodegenza dell'ospedale di Imola ho ricevuto degli aiuti inaspettati e, a causa dei miei continui ritardi, sostegni che andavano spesso oltre le loro mansioni.

Ovviamente questo mi causava anche qualche assenza dal lavoro, ma più che altro l'impossibilità di fare straordinario: la cosa ha influenzato negativamente il mio rapporto professionale e alla scadenza del contratto esso non mi è stato rinnovato. Avevo perso anche quello che mi rendeva un minimo di stabilità economica. Non era finita! nemmeno a dirlo, qualche giorno dopo la scadenza del contratto, mio padre passò a miglior vita dopo una serie di pesanti crisi epilettiche.

Ancora oggi il rimorso più grande è quello di non esser stato presente abbastanza quando è stato male.

Disoccupato di nuovo, che hai cercato di fare?

Era estate e sono riuscito ad andare a raccogliere la frutta fino al tempo della vendemmia. I problemi sono tornati nell'inverno, dove mi arrangiavo con quel po' di nero che trovavo. Tornando all'attacco delle agenzie interinali, lavoravo con contratti settimanali in aziende sempre diverse fino alla primavera del 2012.

Quando ti sono stati diagnosticati i tuoi problemi di salute?

A metà luglio 2012 dopo una serie di sintomi allarmanti ho fatto alcuni controlli urgenti, quindi a pagamento. Mi diagnosticarono la spondilite anchilosante, una malattia fortemente degenerativa che già da anni si presentava con forme di dolori sacrali molto leggeri ai quali non davo nemmeno peso.

In quel periodo facevo il muratore e ovviamente dovetti smettere.

E oggi? Come ti senti?

Oggi grazie ai medici e ai farmaci devo dire che la malattia è abbastanza sotto controllo, anche se non mi consente di svolgere lavori di fatica. Questo è un problema per la mia posizione professionale, che girovaga ancora in contratti interinali, ma stavolta fuori Imola. Svolgo qualche lavoretto leggero di magazzino oppure di consegna documenti o ancora il segretario.

Mi sto informando per avere un invalidità all'Inail, ma non so come andranno le cose.

Lavoro per quello che riesco con serietà ed orgoglio perché ho sempre pensato che questa sia la maniera giusta per nobilitare l'uomo. Ho incontrato in questi anni persone di cuore che mi hanno aiutato moltissimo nei momenti del bisogno. Mi ritengo fortunato poiché ho la casa di proprietà e quindi non ho spese di mutuo o affitto, altrimenti sarei davvero nei guai. Con quel poco che riesco a portare a casa e quello che ho messo da parte conduco una vita decente, ovviamente senza vizi e sfarzi, ma posso mantenere nell'anima quella nobiltà che il mio padre mi ha insegnato a nutrire con il lavoro.

(el.an.)