Imola. Il Consiglio comunale ha approvato la delibera di adozione del Psc (Piano strutturale comunale) del Comune di Imola e il Rue (Regolamento urbanistico ed edilizio).  Sono stati 19 i voti a favore: gruppi Pd, Sinistra Arcobaleno e Diritti e Libertà; 4 i voti contrari: gruppi Pdl e Per Imola.

“In questo Piano strutturale c’è il nostro progetto urbanistico per qualificare la nostra autonomia e trasformare Imola da città pubblica a città intelligente” con queste parole il sindaco Daniele Manca ha sintetizzato la filosofia del Psc appena adottato.
“Il Psc guarda allo sviluppo dei prossimi 20 anni, affiancando al concetto di autonomia del territorio quello di relazione: vogliamo ridurre le distanze con le aree vicine, in particolare Bologna e Ravenna, per accrescere la nostra competitività. In questa direzione vanno alcune scelte strutturali: quella di non fare un nostro scalo merci per agganciarci alle infrastrutture esistenti, quella relativa all’allargamento della A14 e alla realizzazione dei due caselli di Toscanella e Castel Bolognese, fondamentale per risolvere anche il problema della viabilità est-ovest, quella di inserirci nella pianificazione regionale e nella rete delle conoscenze”.

Ma perché questa fretta? “Era un impegno di mandato, da domani si apre la fase di salvaguardia e faremo in modo che non ci siano blocchi. Siamo in un altro mondo, in una fase di cambiamenti enormi, non potevamo non tenere conto dei flussi migratori, delle trasformazioni economiche, della necessità di non sprecare territorio. Per questo abbiamo abbassato le previsioni di nuove abitazioni da 14.000 a 8.300 sull’intero circondario, 3.500 a Imola, delle quali due terzi di ristrutturazioni e un terzo di nuova edificazione, lavorando su piccole aree (non ci sarà un’altra Pedagna) nelle quali a ciascun metro quadrato edificato ne corrisponda uno di servizi, introducendo incentivi per costruire secondo alti standard, cercando il risparmio energetico e addirittura l’autosufficienza energetica”.

 

Altro punto dolente l’area di via Roncaglie, ma c’è una spiegazione “nobile” anche per questa: “Dovrà essere una zona di sperimentazione in questa direzione, un’area per ricercare l’autosufficienza energetica delle abitazioni, attraverso la micro cogenerazione, l’utilizzo dei rifiuti per produrre energia e così via. I vincoli sono stati mantenuti, vogliamo coinvolgere la Soprintendenza nella progettazione di quell’area, non certo escluderla e a quel progetto abbiamo legato il raddoppio del Parco delle Acque Minerali”. Ma resta il dubbio: perché tutto questo non si può fare anche in edificazioni in alte aree?

 

Lapidario il commento di Legambiente Imola Medicina: “Leggendo i dati sulle nuove costruzione di abitazioni previste ci sorge spontanea una domanda: ma cosa ne facciamo delle altrettante vuote, volendo stare molto molto al ribasso, attualmente presenti? Due nuovi caselli autostradali, Toscanella e Castel Bolognese, con conseguenti nuove strade o potenziamento delle esistenti che portano celermente nelle “produttive” aree….vuote! Forse abbiamo capito male, ma qualcuno in cerca di credibilità governativa (Bersani), recentemente, davanti a milioni di telespettatori ha parlato di: ‘Basta al consumo di suolo!’. Fino a qualche tempo, fa i sognatori erano gli ambientalisti, temiamo si sia invertita la rotta…”.

 

Soddisfazione di Fabrizio Castellari, segretario Pd: “Abbiamo adottato uno strumento atteso dal territorio e dal suo sistema economico, fondamentale per mettere le basi e provare a guardare oltre le difficoltà pesanti di questa stagione. Sono previsti due nuovi caselli autostradali e una nuova stazione del sistema ferroviario metropolitano, oltre al fatto che, legato alla realizzazione della quarta corsia vi è il finanziamento integrale del secondo ponte sul Santerno. Il riuso delle aree dismesse quale priorità per ogni nuovo insediamento imolese, in un rapporto equilibrato e prevalente rispetto alle previsioni di nuovi insediamenti. La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato nell'obiettivo di essere un territorio pilota in una regione che ha scelto di stare al passo con i parametri europei in quest'ambito entro il 2020. Il Psc è anche l'occasione per una netta semplificazione normativa, che è un'altra grande attesa del privato, rappresentato dai cittadini o dalle imprese. Il Circondario confermando il rango e il significato dell'autonomia di Imola e del nostro sistema territoriale nella dimensione regionale e nella relazione con Bologna e con l'Emilia, oltre che con Ravenna e la Romagna”.

Una stoccata alle opposizione che “per anni e anche oggi non hanno avanzato nessuna proposta e nessuna idea alternativa della città e del suo sviluppo. Dal PdL addirittura la richiesta di rinviare tutto. Noi invece restiamo convinti che sia stata una intuizione giusta quella di uno strumento unico per tutti i 10 Comuni. Molti altri territori hanno fatto scelte diverse, fermandosi a documenti di indirizzo. Questa scelta ha richiesto tempi più lunghi, anche per il fatto che il quadro economico è profondamente mutato dal 2008 ad oggi ed il primo strumento di pianificazione territoriale non poteva non tenerne conto”.

 

Ora l’iter prevede che una volta pubblicato il provvedimento (albo pretorio e sito internet del Comune) scattino i 60 giorni nel corso dei quali i cittadini potranno presentare le proprie osservazioni, poi toccherà al Comune, attraverso l’Ufficio federato di Piano del Circondario, rispondere per arrivare alla approvazione definitiva, che è prevista entro la fine del 2013.

“Il Psc di Imola è un elemento importante del più complessivo progetto di organizzazione e governo del territorio del Circondario – spiega l’assessore Bondi – ed è una grande opportunità per il territorio per delineare quale nuovo modello di sviluppo vogliamo proporre alle nostre Città. Un nuovo modello che ponga al centro il lavoro, la riconversione in chiave ecologica dell'economia, l'agricoltura. Partire dal recupero trovando un giusto equilibrio con le esigenze della città di dotarsi di nuovi spazi, avendo sempre come obiettivo quello di realizzare la città Pubblica, anche tramite lo strumento della Perequazione”.