Imola. Lo spauracchio del Movimento 5 stelle che in città ha raggiunto il 26, 1% alle elezioni politiche di fine febbraio fa cambiare marcia anche al Pd di viale Zappi che si è fermato al 41%.

Professionisti quali Giacomo Gambi, Malvina Mazzotta, Serena Mascia, Valeria Battilani, Luca Mastroianni, Simone Romagnoli, Alice Sieli, Nancy Di Girolamo, Roberto Grementieri, Patrizia Manzoni oltre ai giovani già funzionari di partito Marcello Tarozzi e Pietro Taraborrelli sono solamente alcuni, ci saranno anche assessori come Andrea Bondi e Roberto Visani, fra i nomi che si sottoporranno alla selezione delle primarie per entrare in consiglio comunale alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio. Un metodo innovativo (anche se era già stato sperimentato nel Pds nel 1995) per decidere 14 consiglieri su 24 da mettere in lista, mentre due li sceglieranno i Giovani democratici e gli altri otto saranno decisi dalla direzione Pd e dal sindaco Daniele Manca preferibilmente fra persone che non avranno cariche politico-istituzionali in atto e provenienti dalla società civile come il presidente dell’Auser Mario Peppi.

Non c’è stato invece nulla di nuovo nell’introduzione del segretario del partitone di viale Zappi Fabrizio Castellari che sottolinea come “le  5 liste che appoggiano la candidatura del sindaco (a oggi Pd, Psi, Idv con il nome di Progetto comune, Rc con Comunisti Italiani e i Verdi e Cambiamo Imola vicina a Cielle) siano unite da un progetto unico di governo, mentre gli altri 6 o 7 candidati a sindaco siano in ordine sparso contro la città”.

Contro la città solamente perché non stanno con il Pd? “Intendo dire – cambia tono Castellari – che da loro vedo solamente critiche e non proposte interessanti per il futuro di Imola. La giunta Manca ha fatto molto bene nonostante la crisi economica”.

Sarà, ma intanto Il Pd è corso al riparo cercando possibili intuizioni nel progetto di città intelligenti Smart City, nella volontà di aprire alcune scuole anche al pomeriggio con l’idea di migliorare l’integrazione fra gli alunni stranieri e pure le loro famiglie, nell’idea di rivisitare i Forum territoriali, i vecchi quartieri, per aumentare e rendere reale la partecipazione dei cittadini e nel richiedere alle banche più impegno nel dare credito alla gente e alle aziende in difficoltà, in primis la Coop Ceramica dove la cassa integrazione si sta facendo pesante e la Cnh a serio rischio chiusura se non saranno rinnovati a maggio gli ammortizzatori sociali.

(Massimo Mongardi)