Imola. Molto critici verso il Pd di viale Zappi, ma al tempo stesso alleati con esso a sostegno del sindaco Daniele Manca. Sono i rappresentanti dell’Italia dei valori che però alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio si presenteranno sotto le insegne della lista civica “Progetto comune” che sarà formata per metà da iscritti al partito di Di Pietro e per metà dalla società civile.

Il coordinatore dell’Idv Giuseppe Casisi non esita a definire “il Partito democratico disponibile al rinnovamento solamente a parole, ma blindato da una lotta fra bande. Tuttavia, poiché non abbiamo velleità grilline, abbiamo scelto di stare con Manca che è il manager migliore fra quelli proposti dalla politica locale sperando che non sia più un uomo al comando. Insomma, vogliamo cambiare il centrosinistra all’interno della maggioranza dove dovremo essere coinvolti di più. Da soli non si va da nessuna parte”.

Casisi, affiancato per ora da Roberto Ciarrocchi ed Ermes Emiliani,  sottolinea che “la nostra lista si darà un codice etico dopo la brutta esperienza fatta con il consigliere Luigi Bacci che ha detenuto il simbolo pur non essendo più del partito. E anche l’assessore Ivan Vigna ha raggiunto dei risultati perché dietro c’era anche il nostro lavoro. Ora chiederemo un assessore solamente se riusciremo a conquistare almeno un consigliere comunale, non come accade attualmente a Castel San Pietro dove Chiara Del Vecchio è assessore e non abbiamo consiglieri”.

Pure dal punto di vista programmatico, Progetto comune si differenzia dal resto della maggioranza. “Vogliamo incidere sugli enti di secondo grado – precisa Casisi -, inoltre l’Ausl deve fare un’analisi di fattibilità per capire se diventare più ampia con Bologna o con Ravenna e siamo stati contrari alla cessione di parte delle reti del Con.Ami che dovrebbe fare da camera di compensazione per fare l’esperimento della moneta complementare”.

E i compagni di viaggio delle elezioni politiche come Rc e Verdi? “Con loro ci sono differenze sull’autodromo e su altri temi importanti come le reti pubbliche”.

(Massimo Mongardi)