Imola- Faenza. Perché un  appalto a una ditta che impiega lavoratori somministrati da un'agenzia interinale che ha sede in Romania? Questa la domanda che le Rsu di Hera Imola-Faenza, assistite dalle organizzazioni sindacali, hanno rivolto all’azienda. Si tratta di circa 5 operai che lavorano presso i depuratori con mansioni di manovalanza.

“L'azienda – riferiscono le Rsu e i sindacati di categoria – pur sottolineando che tali informazioni a suo parere non ci erano dovute ma che ci venivano fornite per cortesia e spirito collaborativo, ci ha comunicato che le verifiche sul caso sono ancora in corso, ma ha comunque confermato che quei lavoratori sono effettivamente interinali assunti in Romania. Pare siano retribuiti con un contratto di lavoro nazionale italiano, anche se non si ha ancora la certezza che i contributi previdenziali e gli oneri sociali siano pagati in Italia. Hera sta verificando la legalità dell’utilizzo di contratti di questo tipo. Riteniamo, in base a quanto previsto dall’attuale contratto integrativo aziendale, di avere diritto alle informazioni relative ai contratti applicati e alla loro regolarità contributiva. Sempre l’accordo integrativo prevede che ‘il vincitore (di un appalto) avrà l’obbligo di far pervenire all’azienda con cadenza mensile, la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento delle retribuzioni e dei relativi oneri contributivi, fiscali assicurativi’. Ci stupisce che ad oggi non sia ancora possibile fornirci un quadro preciso della situazione, dal momento che la richiesta di incontro è stata da noi avanzata verbalmente alla fine di dicembre, e formalmente per iscritto un mese fa. Se risultasse confermata l’ipotesi che quei lavoratori pagano i contributi in un altro Paese, anche se ciò fosse permesso dalla legge, noi non potremmo che dichiararci fermamente contrari. Una simile pratica sconquasserebbe il mercato del lavoro, facendone precipitare i costi, e farebbe collassare il sistema pensionistico e il welfare”.

“Il fatto che la gara sia stata aggiudicata con un fortissimo ribasso – continuano le Rsu e i sindacati – porrebbe anche Hera, sempre che tutte le informazioni fossero confermate, di fronte a una responsabilità perlomeno da un punto di vista etico. Pertanto sollecitiamo Hera a chiarire quanto prima la posizione e gli richiediamo un impegno a non permettere che tali situazioni si ripetano nei futuri appalti”.