Imola. Una petizione firmata da ben 153 persone, e consegnata nei giorni scorsi agli uffici comunali, è la conseguenza di un malessere sorto in seguito alle modifiche nel rapporto tra la Scuola di musica “Vassura – Baroncini” e il corpo docente. L'annullamento dei contratti di co.co.co, con la relativa proposta ai docenti di aprire la partita Iva, ha portato una decina di insegnanti storici a lasciare l'incarico alla Vassura. E un buon numero di allievi ha scelto di non rinnovare l'iscrizione.

“La scuola comunale di musica Vassura Baroncini è un’istituzione che dal 1979 opera sul territorio imolese allo scopo di incoraggiare e formare l’educazione musicale in maniera estesa a tutta la comunità – si legge nel comunicato che accompagna la petizione -. Nel corso di questi 33 anni, centinaia di ragazzi, adulti e bambini, guidati da insegnanti qualificati, hanno imparato ad amare la musica tanto da sceglierla, in molti casi, come professione per la vita.
Alcuni hanno vinto borse di studio e concorsi, molti si sono brillantemente diplomati e alcuni di loro sono diventati a loro volta insegnanti della stessa scuola. Alle attività didattiche si sono affiancate, negli anni, numerose manifestazioni pubbliche: saggi finali degli allievi, concerti, rassegne corali, seminari, collaborazioni con il Teatro Comunale, la Biblioteca Comunale e le istituzioni scolastiche della città, corsi di aggiornamento per insegnanti, rassegne concertistiche con i docenti della scuola e collaborazioni con altre scuole musicali italiane.La scuola e le attività ad essa legate sono veicolo di aggregazione e integrazione sociale per allievi di ogni età e in generale per tutta la cittadinanza. La scuola è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, sia per numero di allievi, sia per la qualità del lavoro svolto e questo grazie soprattutto al progresso garantito dalla continuità didattica. Oggi, questa istituzione viene gravemente danneggiata e la continuazione della sua opera messa a rischio in modo inaccettabile e non giustificabile”.

La scelta, secondo l’Amministrazione comunale obbligata, ha però di fatto messo molti insegnanti nelle condizioni di non poter accettare un incarico che li vedrebbe prestare il loro operato a condizioni insostenibili e dietro compensi non adeguati alla loro professionalità e qualifica. “Molti di noi hanno rinunciato all’incarico o si sono trovati costretti a ridurlo al minimo. Quelli che continueranno ad operare all’interno di essa lo fanno più per scelta ideale di non interrompere il servizio sociale che essa offre, che per convenienza. Conseguentemente a questo, moltissimi allievi sono costretti al ritiro poiché scelgono di continuare il percorso formativo con i loro insegnanti. Questi allievi non potranno più prendere parte alle attività collettive della scuola e non potranno più condividere con amici e compagni le situazioni di aggregazione che da tali attività derivano. La loro formazione viene privata di importanti motivazioni e di occasioni fondamentali per la trasmissione dei valori che derivano dall’esercizio comunitario della cultura”.

Tra i firmatari allievi, genitori e cittadini che ritengono “la scuola di musica comunale un’istituzione preziosa che merita di essere difesa e tutelata e chiediamo all’Amministrazione comunale di rivedere il piano messo in atto e di intraprendere le azioni necessarie e giuste che possano evitare un danno tanto grave alla crescita culturale e sociale della collettività”.

Arriva dalla neonata lista civica “Imola Migliore”, guidata da Giorgio Laghi un “pieno sostegno ai docenti della Vassura – Baroncini, agli allievi e alle famiglie. Non possiamo che condividere l'affermazione contenuta nella petizione, laddove i firmatari affermano che ‘oggi, questa istituzione viene gravemente danneggiata e la continuazione della sua opera messa a rischio in modo inaccettabile e non giustificabile’. Il 6 aprile ci sarà l'inaugurazione della nuova sede della Vassura, trasferita nel complesso dell'Annunziata: ancora una volta questa amministrazione arriva con l'ennesimo taglio del nastro pre-elettorale. Cerimonie utilizzate come strumento di propaganda, enfatizzando soluzioni che, in realtà, non sono state condivise dalla città e che non hanno portato né a un miglioramento del servizio né a un risparmio per il Comune. L'affitto del complesso dell'Annunziata costa infatti all'amministrazione 250mila euro l'anno. E viene da chiedersi: cosa ne sarà della storica sede della Vassura? Anche questa entrerà a far parte dell'infelice operazione di dismissione del patrimonio comunale? Anche su questa saranno rimossi i vincoli per venderla, andando contro alle volontà testamentarie di chi la donò, e che richiese espressamente che al suo interno nascesse una scuola di musica? Per quanto ancora vogliamo andare avanti a smantellare il patrimonio sociale e culturale della città? Siamo convinti che serva ricreare una identità culturale alla nostra città e questo lo si può fare solo condividendo un progetto con la popolazione, con quelle persone, quali i docenti della Vassura, che per anni hanno messo a disposizione le loro professionalità per formare allievi che hanno raggiunto anche traguardi importanti”.