Bologna. “Nonostante il perdurante contesto economico di crisi, anche nel 2012 il Gruppo Hera è riuscito a proseguire il trend crescente di positivi risultati che lo caratterizza fin dalla nascita”, nelle parole di Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Hera, la sintesi di un bilancio in linea con il costante progresso registrato negli anni precedenti.

Nessuno può negare le capacità manageriali del gruppo bolognese, ma il risultato è certamente favorito da un sistema tariffario dove qualsiasi variazione in campo energetico viene scaricato automaticamente sulle tasche dei cittadini. O, come nel caso dell’acqua, non si dà seguito ai dettami di un referendum che avrebbe dovuto alleggerire il peso delle bollette.

E’ altrettanto vero che gli utili, in parte, vengono stornati ai Comuni, ma è altrettanto vero che poi quelle risorse non sempre vanno a vantaggio dei cittadini.

Ma torniamo ai numeri: i ricavi salgono a 4.492,7 milioni (+9,4%), grazie al contributo dei maggiori ricavi di gas ed energia elettrica, dovuto sia all’effetto dell’incremento dei prezzi delle materie prime sia dei volumi venduti. Si registra inoltre un incremento dei ricavi relativi al servizio idrico integrato. Il Mol mostra una crescita del 2,7%, salendo a 662,0 milioni, grazie al buon andamento delle aree Gas e Ciclo idrico integrato. L’utile netto, dopo le interessenze di terzi, sale invece a 118,7 milioni (+13,5%), in decisa crescita grazie alla diminuzione del tax rate, che comprende anche effetti positivi non ricorrenti per 18,2 milioni, e alla minore incidenza degli interessi di terzi.

Gli investimenti operativi (al lordo delle dismissioni), in linea con quanto definito nel Piano industriale, si sono attestati nell’anno a 289,3 milioni, distribuiti in modo equilibrato nei diversi ambiti d’attività. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2012 si attesta a 2.216,6 milioni e si confronta con i 1.987,1 milioni alla stessa data del 2011. L'incremento è dovuto all’ampliamento del perimetro di consolidamento del Gruppo, alla dilatazione del capitale circolante netto, in relazione all’aumento dei crediti commerciali a causa della crisi congiunturale e del sisma del maggio 2012.

A fronte dei risultati conseguiti, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea un dividendo per azione di 9 centesimi, in linea con quanto erogato nello scorso esercizio. Lo stacco della cedola avverrà il 3 giugno 2013, con pagamento a partire dal 6 giugno 2013.

Altro aspetto significativo evidenziato dal presidente Tommasi è “l’azione di sviluppo intrapresa dal Gruppo in un anno così difficoltoso, che ha visto in primo luogo concretizzarsi l’aggregazione con AcegasAps, da cui ci aspettiamo già per il 2013 un positivo contributo in termini di sinergie operative”.

”Il bilanciamento del portafoglio Hera fra attività regolamentate e a libero mercato si è dimostrato ancora di grande efficacia, consentendo di attenuare, in parte, l’impatto del calo dei consumi e delle attività economiche – afferma Maurizio Chiarini, amministratore delegato Hera -. La posizione finanziaria netta, a conferma della solidità del quadro finanziario aziendale, sarebbe stata del tutto allineata alle previsioni del piano industriale se non fossero intervenuti l’acquisizione di un impianto nell’ultimo scorcio dell’anno e gli effetti degli interventi legislativi, in termini di dilazioni di pagamento, disposti a favore delle zone colpite dal sisma del maggio scorso, che hanno impattato sul circolante”.