Castel San Pietro (Bo). Un gruppo di dirigenti e iscritti del Pd della città del Sillaro critica le prese di posizioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e si stringe attorno al segretario nazionale Pier Luigi Bersani.

“Con tutto il rispetto per il Capo dello Stato e per il suo operato riteniamo inadeguata la decisione di non confermare l’incarico a Pier Luigi Bersani consentendogli di presentare al Parlamento la propria proposta di governo, facendo assumere al Parlamento stesso ed ai vari gruppi politici la responsabilità di permettere la formazione di un nuovo governo o di impedirne la nascita.- scrivono Francesca Marchetti, Elis Dall’olio, Angela Rambaldi, Andrea Scalorbi, Giancarlo Naldi, Cinzia Rigon, Barbara Broccoli, Leonardo Piol, Andrea Bondi, Davide Grandini, Francesco Dall’olio, Giulia Naldi, Sara Rouibi, Baldazzi Cristina, Silvia Odorici, Raffaele Avallone, Emanuela Gnugnoli, Palavanchi Patrizia, Tarek Farouk, Silvia Pizzirani, Stefano Trazzi e Riccardo Suzzi -. Con questa decisione l’interesse del paese, basato su un programma concreto così come proposto da Bersani, è stato superato da barriere ideologiche..E’ inacettabile che le istituzioni democratiche siano ostaggio ancora una volta del volere di Silvio Berlusconi e del neopopulismo grillino.

Vogliamo rinnovare il nostro sostegno all’impegno di Pier Luigi Bersani che ha confermato ancora una volta con i fatti responsabilità nei confronti del Paese e coerenza con quanto sostenuto in campagna elettorale – Scrivono la Marchetti e compagni -.La sua proposta di cambiamento si è tradotta  fin da subito nell’elezione dei presidenti di Camera e Senato e nella corretta conduzione di ricerca di dialogo con le diverse forze politiche che si volevano fare interprete di un cambiamento reale per il nostro paese. Purtroppo è evidente che si trattava di un cambiamento solo fatto di parole e tutte le porte sono state chiuse a Bersani con uno spirito di preclusione incomprensibile”

Infine, al Pd viene fatta la richiesta di “unità e responsabilità. Diamo prova di essere quel grande partito che siamo gestendo senza cedimenti questa fase. Il nostro Leader l’abbiamo scelto democraticamente con percorsi condivisi così come condivisa a maggioranza è la linea di non cedere a nessun accordo con chi ha portato in queste condizioni il nostro Paese. Siamo una squadra. Non cantiamo fuori dal coro solo per il gusto di essere protagonisti, ma non facciamoci nemmeno strumento di silenzi assordanti lasciando che il nostro Leader venga insultato. In questa fase delicata ci serve tutto, tranne un partito diviso”.