Bagnacavallo (Ra). È online il sito web del nuovo Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo (www.ecomuseoerbepalustri.it), che sarà progressivamente arricchito di nuovi contenuti nei prossimi due mesi in previsione dell'inaugurazione della sede di via Ungaretti 1, in programma domenica 12 maggio.

Nel sito sono già reperibili diverse informazioni sull'Ecomuseo, dal progetto della sede ai suoi obiettivi, dal percorso museale all'Etnoparco Villanova delle Capanne. Una sezione è poi dedicata al territorio di Villanova, con particolari riferimenti alle antiche testimonianze sulla locale lavorazione delle erbe palustri tratti dalle fonti archivistiche. I cinque tipi di erbe usati per le lavorazioni tipiche di Villanova sono i protagonisti di un'altra sezione, che approfondisce le radici storiche di un'attività economica particolarmente florida a inizio Novecento, e che vedeva nelle donne le principali operatrici.

Non mancano poi le notizie su eventi e manifestazioni che vedono coinvolto l'Ecomuseo delle Erbe Palustri e informazioni di servizio e contatto, con un link al sito ufficiale di informazione turistica dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna (www.romagnadeste.it) per quanto riguarda l'ospitalità.

Un corposo apparato iconografico arricchisce le pagine del sito, con gallerie fotografiche dedicate ai singoli argomenti. È inoltre disponibile un video, realizzato nel settembre 2012, di rievocazione storica delle tradizionali tecniche di lavorazione delle erbe di valle e del legno nostrano.

L'Ecomuseo delle Erbe Palustri è un istituto culturale del Comune di Bagnacavallo, situato nell'ex edificio scolastico di via Ungaretti 1 e completamente rinnovato grazie a un progetto sviluppato da Panstudio Architetti Associati di Bologna per conto del Comune, in collaborazione con la Direzione dei Musei Civici e l’Ufficio Tecnico comunale, nel corso degli anni 2010-2012. L'Ecomuseo è posto sotto la Direzione dei Musei Civici di Bagnacavallo e la sua gestione è affidata, tramite convenzione, all’associazione culturale senza fini di lucro Civiltà delle Erbe Palustri, che fin dal 1985 ne ha sviluppato le raccolte, promosso le attività didattiche e museali nella sede precedente, sempre di proprietà pubblica.

L’Ecomuseo delle Erbe Palustri fa parte di un progetto, il cui ente capofila è il Parco del Delta del Po, per la valorizzazione delle più importanti aree e percorsi storico-naturalistici.