Imola. Sono sedici, almeno per ora, i candidati della lista civica “Imola migliore” a sostegno di Giorgio Laghi quale candidato a sindaco.
Ecco i nomi in ordine alfabetico: Graziella Barbieri, 56 anni, consulente informatico; Stefano Bertozzi operaio; Lorella Casadio responsabile del Cup; Davide Forbicini consulente assicurativo; Annalisa Gagliano 40 anni, imprenditrice; Massimo Gaiani, 50 anni, tecnico della prevenzione; Marina Giambi 61 anni, pensionata e sindacalista enti locali; Maria Grazia Gistri insegnante; Emilio Noferini 63 anni, pensionato ed esperto di sicurezza stradale; Giampietro Patuelli responsabile commerciale; Silvia Patuelli segretaria; Licia Rocca 54 anni, commerciante; Loris Salaroli 54 anni, tecnico trasporti pubblici; Ilaria Vecchiatini 35 anni, insegnante; Mario Zaccherini 53 anni, impiegato Risorse umane, Zavagli Onorio, 61 anni, carpentiere.

La presentazione spettacolare, con tanto di musica dal vivo e slide dell'Imola di una volta e di quella di oggi pensando a quella di domani, è avvenuta al Circosforza davanti a una settantina di persone. Molti i dipendenti della società BeniComuni e tante persone del mondo della sinistra. A colorare il tutto, le bandiere rosse di Sel che affiancherà, con o senza il simbolo nazionale, Laghi definito, dal padrone di casa Mario “De Sica” Zaccherini, “il nuovo sindaco di Imola”.

Dopo gli interventi di alcuni candidati di “Imola migliore” e del medico dell'ospedale Nuovo Alessandra Govoni schierata con Sel, Zaccherini ha dato la parola al coordinatore del partito di Nichi Vendola Francesco “coraggio” Chiaiese. “In città dilaga il disagio sociale – ha sottolineato Chiaiese -. Ogni giorno sentiamo di garage svaligiati, furti e spaccate. Ora noi vogliamo il cambiamento e non possiamo farlo insieme con assessori come Donatella Mungo o Andrea Bondi che vivono di politica e e non oseranno mai contraddire la parola del sindaco Daniele Manca al quale abbiamo chiesto di dire no alla società BeniComuni, all'amministratore delegato Loris Lorenzi, a Rc e ad altro ancora. Non ha fatto nulla di tutto questo e quindi, con o senza simbolo, andremo avanti a fianco di Laghi. Siamo sempre quelli che credevano in Vendola, anche se oggi ci sentiamo un po' più soli”.

(Massimo Mongardi)