Arca e Nascondimento sono due installazioni destinate a restare in permanente nel corpus delle opere della Fondazione orestiadi e fanno parte di un progetto in divenire dell’artista Francesco Arecco.

Arca è parola polisenso: sarcofago, teca, nave, arca di alleanza, arca di salvezza.

Il senso delle installazioni di Arecco, che formano un reticolo di luoghi in dialogo fra loro, è di contatto, dialogo fra le persone chiamate a partecipare alla realizzazione dell'opera o alla sua fruizione. Solo insieme si progredisce, solo insieme ci si salva dal non-senso contemporaneo.

Arche in legno sono state installate a Milano (per la Galleria S. Fedele, nel 2011, e a Palazzo Giureconsulti, 2012), a Torino (PAV, Parco Arti Visive, 2012), a Gubbio (Bosco dei Cappuccini, 2012), a Bologna (Fondazione Cardinal Giacomo Lercaro, 2012) e a Reggio nell'Emilia (Chiesa di S. Carlo, 2012).

A Gibellina l'installazione sarà realizzata in pietra. Pietre locali, pietre del Piemonte dell'artista, pietre portate dai ragazzi delle scuole del territorio, che verranno coinvolti nella realizzazione. Arca apparirà come un grande tumulo, un'accumulazione di pietre che potrebbe sembrare un custode di morte. Invece, il contrario, Arca è un nuovo mondo che nasce. Sul cumulo di pietre arriveranno presto formiche, lucertole, micromammiferi, uccelli, muschi e piante, la natura si riapproprierà dell'installazione, facendola sua. Il tumulo diverrà presto arca di vita, approfittando della sapienza del tempo, che tutto porta alla vita.

Nascondimento è un'invasione di insetti, o uccelli, fermatisi a passare un periodo sul muro del granaio del baglio di Gibellina. Costruiranno la loro casetta d'ebano, in attesa di un periodo migliore, più caldo, più colto, più amorevole. Opera di silenzio e speranza anche questa, arriva in Sicilia in migrazione, dopo che analoghi esseri nascosti sono stati a Vittorio Veneto e a Reggio nell'Emilia, nel 2012.

L’artista chiama a partecipare alla realizzazione della sua opera gli studenti del territorio nella mattinata del 13, che dovranno portare ed apporre una pietra per costruire “Arca” .

 

Francesco Arecco

Artista visivo, avvocato, naturalista. Nato nel 1977 a Gavi, Alessandria, si è formato a Genova, Pavia, Milano. La sua ricerca è volta a destare attenzione e curiosità e con ciò portare a riflettere sul senso – estetico o interno – dell'opera. Con tecniche costruttive di liuteria o carpenteria, realizza casse armoniche, strutture in legno o pietra, volumi interni celati alla vista e all’accesso. Opere che abbiano un’estetica minima ma non minimalista, perché sempre con un senso, naturalistico, emozionale, sociopolitico, anche nel gesto della loro realizzazione. Avendo poco segno, il senso può emergere per anni, senza stancare. Attenzione, curiosità, suggestione.Ha esposto in numerose collettive e personali. Sul suo lavoro hanno scritto Daniele Astrologo Abadal, Ilaria Bignotti, Pietro Caccia Dominioni, Matteo Galbiati, Flaminio Gualdoni, Kevin McManus, Francesca Passerini, Michele Tavola. Ha ricevuto i premi della critica al Premioartivisive S. Fedele 2011, al Premio Nocivelli 2011, al Premio Guerrieri Rizzardi – Fondazione Canova 2011. La presentazione delle installazioni si concluderà con una lettura sonora delle opere e un brindisi rituale offerto da OrestiadiVini e dal Birrificio Baladin di Piozzo (Cn).