Imola. Al tavolo della coalizione ci sono tutti i “vecchi” alleati (Prc, Verdi, Pdci, Psi, Sel, Idv), manca però “Cambiamo Imola”, la lista civica, guidata dal medico Romano Linguerri di area ciellina, che esce con un suo comunicato dove conferma il proprio interesse alla politica locale ma ritiene che “il sindaco Daniele Manca debba, in modo chiaro e definito,  marcare la propria discontinuità con il mandato appena terminato,  che l’associazione valuta non sufficiente”. Un avvertimento chiaro che però non chiarisce se questa continuità stia solo nel programma oppure anche nelle alleanze.
Certo che questa convocazione del “Tavolo della coalizione”, che dovrà mettere a punto il programma, sa di già visto, dove le novità sono davvero poche.  A cominciare dai nomi che siedono accanto a Manca: Marco Raccagna (responsabile del programma), Fabrizio Castellari (Pd), Gianluigi Bettini e Stefano Tampieri (Prc), Mauro Barnabè e Luciano Mazzini (Verdi), Nino Villa (Pdci), Gennaro Mancino e Gian Piero Domenicali (Psi), Luca Basile (referente provinciale di Sel a sancire la definitiva spaccatura con il gruppo dirigente locale), Giuseppe Casisi, Ermes Emiliani e Roberto Ciarrocchi (Progetto Comune, ovvero Idv).

 

Non tutto sembra, quindi, filare liscio nel “disegno” che il sindaco uscente aveva pensato per portare a casa quel 50% + 1 voto che significherebbe evitare il rischi del ballottaggio. “Cambiamo Imola” della le sue condizioni, ma soprattutto cala degli assi pesanti, alcuni difficili da digerire soprattutto per l’ala sinistra della coalizione: “Nel giudizio di insufficienza pesa in maniera determinante la carenza della Giunta in due settori nevralgici come quello della scuola, dove non si è saputo valorizzare l’importante contributo fornito dalle esperienze locali della scuola paritaria; e quello delle attività produttive, dove non è stata portata avanti alcuna efficace iniziativa a sostegno dell’economia imolese ed a tutela del gran numero di lavoratori colpiti dalla crisi”.

 

“Cambiamo Imola” chiede al sindaco di voltare pagina e di farsi promotore di  un effettivo cambiamento a livello locale per tracciare  il futuro della città. “Un rinnovamento che deve essere attuato in modo concreto e preciso. Basta parlare la lingua della politica fine a se stessa”. Per questo l’associazione richiede “un’effettiva e pubblica presa di posizione su punti che ritiene fondamentali per il rilancio della città: riorganizzazione radicale dell’apparato comunale: massimo cinque assessori in Giunta, con l’indicazione prima del voto della rosa dei nomi dei futuri assessori; azzeramento dell’attuale dirigenza; persone competenti e nuove nei posti chiave e allineamento dei compensi all’attuale clima di austerity; Comune unico del circondario imolese per ottimizzare costi e politiche di sviluppo. Rispetto al passato è necessario un Comune che sia vicino alle esigenze delle persone. Rilancio del lavoro favorendo le imprese del territorio: riduzione della tassazione locale; garanzia di tempi certi e celeri per il rilascio dei permessi; riduzione degli oneri di urbanizzazione in particolare nel caso di abbattimento e ricostruzione di quelli obsoleti. E’ inoltre strategico che venga rafforzato il raccordo tra il mondo delle imprese e la scuola. Mantenimento dell’autonomia dell’Azienda Usl  di Imola: è il punto di partenza da dove sviluppare un nuovo assetto dirigenziale che valorizzi le professionalità ed introduca una effettiva meritocrazia”.

La campagna elettorale è appena agli inizi, ma si ha l’impressione che strada facendo se ne vedranno ancora delle belle, da una parte e dall’altra. Ma soprattutto si ha l’impressione che i giochi siano davvero ancora tutti da fare.

(Valerio Zanotti)