Imola. Amarezza e sconcerto tra dirigenti e militanti imolesi di Sel per quello che considerano un vero e proprio scippo di simbolo e progetto politico. Questi i sentimenti dipinti nei volti degli ormai ex vendoliani, che hanno appoggiato un percorso che doveva portare ad esprimere un’alternativa all’attuale governo cittadino.

Tuttavia il progetto non si ferma, cambiano il nome, che sarà “Liberi a sinistra”, e il simbolo, ma la linea resta quella: appoggio al candidati di Imola Migliore, Giorgio Laghi. “Siamo costretti a presentare una lista civica perché ci hanno scippato il simbolo”, va giù duro Francesco Chiaiese dopo la conferma che il circolo imolese è stato commissariato e Sel appoggerà il sindaco uscente Daniele Manca alle prossime elezioni amministrative. Ora il rischio è anche di espulsione per i componenti del gruppo dirigente imolese che di appoggiare Manca proprio non ne vogliono sentire parlare. “Ad oggi non si è parlato di espulsione, ad ogni modo come gruppo dirigente e assemblea degli iscritti siamo compatti e decisi a non arrenderci, la lista presenta le stesse persone che si sarebbero presentate sotto il simbolo di Sel, nessuno ha abbandonato il progetto”.

 

E la loro battaglia è anche verso i dirigenti provinciali, regionali e nazionali che “con la regia autoritaria del Pd hanno tentato di bloccare il nostro percorso. Impugneremo questa decisione in tutte le sedi possibili e fino all’ultimo grado di giudizio. Sel provinciale deve spiegare agli iscritti imolesi il perché di una scelta che va contro le decisioni assunte ad ogni livello del nostro circolo, impedendo di fatto al partito di presentarsi come una alternativa concreta per il bene della città. Voglio vedere adesso chi resusciteranno per darsi una parvenza di imolesità. Sento parlare di Giorgio Marabini e di Stefano Pezzoli, persone che non sono più iscritte dal 2011. A parte il fatto che in particolare Marabini non più tardi di qualche mese ha dichiarato a ‘Piazza Pulita’ di essersi sempre sentito del Pd”.

 

Ma qual è la lettura che Chiaiese fa dell’accaduto? “Il voto nazionale ha certamente influito, così come la scelta della Boldrini a presidente della Camera. Certamente una bella persona, un fatto importante, ma che nella realtà ha messo il cappio al collo del partito che a Roma non è più autonomo e, di conseguenza, ha negato la libertà a noi di muoverci in sintonia con ciò che chiedevano i nostri iscritti e gli imolesi. Il voto politico ha dimostrato che Sel non è stata capace di intercettare i segnali di cambiamento che il Paese esprimeva e l’adagiarsi sul Pd un po’ alla volta ci ha spento, ci ha tolto l’identità. Vendola non è stato capace di marcare un forte segnale di discontinuità e di autonomia. Siamo partiti con una aspettativa del 7 – 8 % e ci siamo fermati al 3%”.

 

Guardando avanti però non tutto il male viene per nuocere, così almeno la pensa l’ormai ex segretario di Sel: “La situazione che si è creata credo possa favorire il nostro progetto politico. Manca oggi ha paura di perdere e il Pd è intervenuto in maniera violenta nella nostra autonomia cercando in tutti i modi di fermarci. Ma oggi il suo è un contenitore vuoto. Noi siamo convinti che il Pd non sia più in grado di incarnare un modello politico appetibile. Guardo i sondaggi e mi dicono che il Pd e la coalizione di centro sinistra si attesta al 38%, al 15% ci sarebbero i grillini e Giorgio Laghi, prima ancora di avere il nostro appoggio, veleggiava al 10%, il Pdl al 9%. Ciò dimostra che è possibile mandare Manca al ballottaggio e che noi ce la possiamo giocare. Quando su un territorio lavori bene, in modo onesto e dimostri di esprimere un nuovo modo di fare politica i risultati arrivano. Potevamo piegare la schiena ed accettare una delle tante proposte che ci hanno fatto per occupare posti importanti, ma abbiamo rifiutato  questa logica e abbiamo cercato di elaborare una proposta coraggiosa di cambiamento reale. Un programma che guarda al dramma di tante famiglie e di tante persone che hanno perso il lavoro, che chiede una diversa gestione dell’autodromo perché è indecente buttare via 30 milioni in 6 anni quando la gente fatica a pagare le bollette, che vuole affrontare l’emergenza sociale e sanitaria”.

 

Poi ancora parole dure verso Manca e la sua giunta. “Questa giunta poco ha fatto per salvare aziende in crisi e posti di lavoro. C’è una situazione sociale esplosiva: ha tagliato fondi all’Asp, e ai centri sulla violenza alle donne, ha dato vita ad una Beni Comuni che grida vendetta. C’è una sanità dove si taglia sulle ambulanze mentre il direttore generale prende 300.000 euro all’anno e tanti altri dirigenti 150.000 euro. Situazioni inaccettabili. Manca in cinque anni non ha fatto nulla per cambiare queste situazioni, ci ha riempito la testa di modelli berlusconiani. Non ha saputo governare il disagio sociale e non ha avuto il coraggio di tagliare i privilegi. Dice che non vuole più pensionati in posti di responsabilità e continua a dare a Lorenzi otto Cud, otto posti che potrebbero andare ad altrettante persone meritevoli, alimentando quel micro mondo economico che è poi quello che fa girare l’economia. Negli incontri dei mesi scorsi abbiamo chiesto questo, un’inversione di rotta. Manca ci diceva di sì e poi chiusa la porta spargeva superconsulenze. Forse questo chiarisce perché non potevamo accettare un’alleanza con il Pd”.  

 

La speranza diventa allora il ballottaggio: “Manca al ballottaggio ci va innanzitutto per demeriti suoi. In questa campagna elettorale si pone come se avesse governato un’altra persona. Mi ricorda quei vecchi oligarchi dell’est o lo stesso Gheddafi che di fronte al crollo dell’impero fingevano che tutto fosse sotto controllo e si ammantavano da rivoluzionari. E’ chiaro che questa gente non può più governare, al ballottaggio ci sono già, serve un’ultima spallata per farli perdere”.

(Valerio Zanotti)

 

I candidati di “Liberi a sinistra”

Stefania Battilani, Mauro Beltrani, Marco Biagi, Simona Biagi, Giovanna Campomori, Francesco Chiaiese, Giovanni Capra, Nicoletta Folli, Alessandra Govoni, Margaux Hylton, Michele Liberato, Mauro Montanari, Francesca Perdisa, Raffaello Petti, Lucio Rizzello, Stefano Tomba, Mirco Trerè.