Bologna. La sede della Regione Emilia Romagna ospita la mostra “opeRaee, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici”, realizzata dal progetto interprovinciale “Raee in carcere” con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Giustizia, i contributi del consorzio Ecolight e di Hera Spa e con la collaborazione dell’associazione Recuperiamoci.

Il progetto “Raee in carcere” nasce nel 2005 con l’intento di promuovere l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate in esecuzione penale o reduci dal carcere. L’obiettivo è quello di creare una solida opportunità di lavoro favorendo il reinserimento nella vita sociale e nella legalità, una volta scontata la pena, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo sostenibile tramite la riduzione dell’impatto dei rifiuti “aee”, il loro riciclo e le altre forme di recupero.

L’esposizione testimonia non solamente l’attività dei laboratori Raee in carcere di Bologna e Forlì, ma anche la creatività sviluppata dai detenuti parallelamente ai processi di trattamento dei rifiuti elettronici. Lavatrici, cellulari, asciugacapelli e computer hanno trovato nuova vita nella mostra: le loro componenti sono state smontate e riassemblate dando origine a giostre, lampade, oggetti di design e gioielli.

“Questi oggetti rappresentano un altro elemento di valore del progetto. Accanto alle finalità sociale ed ambientale si pone un certo valore artistico”, osserva Pietro Buffa, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia Romagna. “Iniziative come queste non solo valorizzano i progetti di inclusione sociale, ma portano a rafforzare il legame tra la struttura carceraria e la città. Individuare soluzioni e percorsi efficaci per promuovere e incrementare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute previene il rischio di reiterazione del reato”.
«Alla base delle opere c’è il concetto che ogni rifiuto può avere una nuova vita e trasformarsi in opera d’arte che tutti possono apprezzare, così come può nascere un nuovo uomo da una vita ai limiti», affermano Manuela Raganini, presidente della cooperativa sociale Gulliver di Forlì, e Daniele Steccanella, responsabile laboratorio Raee della cooperativa sociale It2 di Bologna, che hanno curato l’allestimento della mostra.

Orari di apertura della mostra: dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17. L’ingresso è libero.

(Giulia Gianstefani)