Imola. Recuperare i rifiuti del cibo per riciclarli a favore di mangimi per la zootecnia e di materiali per l’energia. L’idea esiste già ed è portata avanti dalla Sacmi, dalla Curti, dalla Plastic Sort, dalle università di Ferrara, Bologna e Parma e non ultimo dal Comune di Imola che vuole essere in prima fila in questa idea di “città intelligente”.

“Oggi nel mondo occidentale vengono sprecati circa 180 chili di cibo pro-capite all’anno – esordisce il direttore generale della Sacmi Pietro Cassani – e nessuno si occupa di ciò che avviene ogni giorno, dalla Grande distribuzione fino alle famiglie. Non esiste al momento una macchina che “spacchetti” il contenitore dal contenuto”.

Di questo passaggio importante si occuperà la Sacmi, mentre a livello universitario si studierà come realizzare cassonetti intelligenti.

“Siamo orgogliosi di partecipare al progetto – sottolinea il presidente della Sacmi Domenico Olivieri – anche perché ci permetterà di dare opportunità di lavoro nel nostro territorio grazie alla costruzione di nuovi macchinari”.

“Noi daremo un sostegno culturale – spiega il sindaco Daniele Manca – a un progetto di grande innovazione che implica una trasformazione quasi epocale anche per gli enti locali. Il consumismo fine a sé stesso infatti non può continuare e i rifiuti saranno una materia prima fondamentale. Vogliamo far saltare le barriere della burocrazia per non andare nella direzione della decrescita, ma di una nuova crescita”.

Il costo del progetto, che sarà presentato entro la fine di aprile per avere un prototipo pronto verso la fine del 2015, si aggira sui 18 milioni di euro. Il finanziamento dello Stato, in conto capitale, sarà del 30%.

(m.m.)