Il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ricomincia a parlare di una legge per l’informazione locale.

E’ una bella notizia, che arriva al termine di un lavoro che alcuni editori hanno deciso di fare dopo la presentazione, in Trentino, di un disegno di legge (leggi allegato) che per la prima volta, nel panorama nazionale, introduce  incentivi per avviare nuove imprese editoriali e che individua nel Co.Re.Com lo strumento migliore per articolare nel modo più corretto possibile la distribuzione della pubblicità istituzionale.

Di quella legge si parlò lo scorso autunno, a Trento, durante l’annuale seminario de “Le Voci dell’Italietta” e, come già detto, un gruppo di editori decise che era ormai il tempo di rilanciare quel tema anche in Emilia Romagna.

Perciò Paolo Bonacini  (Telereggio/Radioreggio), Betto Liberati (Anso, Associazione nazionale stampa on-line), Marco Pelliconi (giornale on-line “Il cittadino”), Gianni Prandi  (Radio Bruno), Paolo Soglia (Radio Città del Capo/Popolare Network), Michele Zacchi (associazione “Le Voci dell’Italietta” – associazione di testate locali), Valerio Zanotti (giornale on-line “Leggilanotizia.it”) hanno deciso, dopo una fase di preparazione, di inviare un appello (leggi allegato) alle forze politiche presenti nel Consiglio regionale e alla presidenza del Consiglio stesso, un appello per sollecitare robusti passi nella direzione di una norma specifica per il settore dell’informazione.

Questa volta la risposta è stata davvero sollecita. Nell’arco di poco tempo è stata predisposta una risoluzione (leggi allegato), davvero interessante; vede come primo firmatario Naldi (Sel), è stata sottoscritta dall’intero centrosinistra e da Favia, e presto verrà sottoposta all’approvazione dell’aula.

Se il primo assaggio è buono, ora gli editori che si sono rivolti all’Assemblea regionale attendono una risposta positiva alla loro richiesta, vale a dire l’apertura di un tavolo di confronto con il Consiglio regionale e con il Consiglio.

Il settore dell’informazione sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione che coincide, inoltre, con il prepotente crescere delle esperienze on-line: Sono comunque processi che vanno governati perché la democrazia vice se davvero esiste un’informazione plurale.

Abbiamo chiesto al consigliere regionale Gian Guido Naldi  (Sel), primo firmatario della risoluzione, che verrà presentata a breve in Consiglio regionale, sui temi dell’informazione, due domande sulle ragioni che giustificano, oggi, un norma per difendere il pluralismo dell’informazione


Perché ritieni che sia matura una legislazione regionale sull'informazione?

“Trovo che siano maturi i tempi per dare vita ad un confronto tra l’istituzione regionale e i rappresentanti del mondo dell’informazione locale al fine di individuare delle misure per sostenere lo sviluppo del settore e contrastarne la crisi. L’appello che ci è stato inviato da un gruppo di editori locali e che abbiamo voluto raccogliere consentirà alla Regione di affrontare in modo – mi auguro – molto partecipato ed organico un tema molto importante e, forse, un po’ trascurato dal dibattito d’Aula. Vorrei che oltre al tavolo di confronto con la Giunta si aprissero anche spazi di confronto e condivisione con i Gruppi Consiliari regionali.”


Quali sono, a tuo avviso, le urgenze dell'Emilia Romagna in questo settore?

“Mi preoccupa il ricorso che molti organi di informazione fanno a collaboratori precari spesso sottopagati e il mancato riconoscimento della professionalità giornalistica. Credo che questo aspetto sia una vera e propria minaccia per l’indipendenza dei giornalisti e, quindi, per il pluralismo. Gli effetti della crisi economica sul settore editoriale sono un ‘altra minaccia per la libera informazione perché il rischio è che solo alcuni organi di informazione finanziati da grandi gruppi economici riescano a far sentire la loro voce. L’Emilia-Romagna dovrebbe attivare un monitoraggio puntuale dello stato dell’informazione locale tenendo in considerazione anche l’aspetto occupazione e professionale, dovrebbe promuovere l’informazione locale e sollecitare il Governo verso una piena applicazione della legge che istituisce l’equo compenso giornalistico.”

(m.z.)