Imola. “La sinistra in comune”. E' il nome e l'auspicio che si propongono la Federazione della sinistra, formata da Rifondazione comunista e Comunisti italiani e Verdi che, per l'occasione, hanno scelto di mettere vicini i loro simboli sullo sfondo degli sgargianti colori della bandiera della pace. L'obiettivo? “Eleggere almeno un consigliere – spiega la segretaria di Rc Antonella Caranese – alle amministrative del 26 e 27 maggio dove appoggeremo il candidato a sindaco Daniele Manca. Si tratta di una condizione necessaria per tentare in seguito di avere un assessore”.

Si parte da un dato assai negativo, quello delle politiche dello scorso febbraio, “quando con Rivoluzione Civile si raggiunse il 2,15% – ricorda l'assessore al Bilancio e Personale Donatella Mungo – ma anche nel 2008 a livello nazionale non andammo bene e in Comune conquistammo un consigliere comunale e quasi il 6% dei voti. Cerchiamo di ripetere quell'esperienza anche se avremmo gradito avere un altro simbolo insieme con noi”. Ma Sel, con il nuovo coordinatore Giorgio Marabini, ritiene di correre da sola, seppur nell'ambito del centrosinistra, dopo i problemi che hanno portato all'esclusione del direttivo guidato da Francesco Chiaiese, e l'Italia dei valori ha preferito presentarsi sotto le insegne di “Progetto comune”. Infine, con il Centro democratico c'erano divergenze politiche.

“In ogni caso – fa notare la Caranese – siamo l'unica lista che unisce tre partiti nell'alveo della sinistra e cercheremo di avere il 50% di uomini e il 50% di donne”. Per ora, i nomi certi sono quelli della Caranese, della Mungo di Gianluigi Bettini, Mauro Barnabè, Luciano Mazzini, Filippo Samachini, Nino Villa e Stefano Tampieri, ma si sta cercqando di coinvolgere anche personalità indipendenti.

I temi sui quali si impegnerà la lista sono fondamentalmente quelli dei “beni comuni” da preservare quali la scuola, la sanità, l'ambiente, il lavoro con una crisi molto pesante da contrastare anche nel territorio imolese coinvolgendo, suggerisce Barnabè “ancora più direttamente la Fondazione Carimola che può erogare risorse da destinare a nuove opportunità di lavoro”.
Infine, l'autodromo che potrebbe avere un buon richiamo turistico per l'indotto se avrà una destinazione polifunzionale con il nuovo museo.

(Massimo Mongardi)