Ravenna. “Storia di un socialismo dissidente” è il titolo di una iniziativa che si terrà giovedì 18 aprile, 18, agli Archivi del Novecento (via di Roma 167). Alessandro Luparini (Isrec Ravenna) introduce il volume “L’eresia dei Magnacucchi sessant’anni dopo. Storie, analisi, testimonianze”. Sarà presente il curatore Learco Andalò
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“L'eresia dei magnacucchi sessant'anni dopo. Storie, analisi, testimonianze”, a cura di Learco Andalò, Bologna, Bononia University Press, 2012.
Il volume contiene gli atti del convegno “L’eresia dei magnacucchi sessant’anni dopo” (Bologna, 30 settembre-1 ottobre 2011) promosso da Luigi Pedrazzi, Giuseppe Cucchi e Learco Andalò, corredati da alcuni documenti esposti nella mostra “L’eresia dei magnacucchi 1951-1957” (Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio 27 settembre –
15 ottobre 2011). Mostra tuttora visitabile nel sito web della Biblioteca. I contributi inseriti nel volume prendono in esame, sotto vari aspetti, la vicenda dei parlamentari emiliani Valdo Magnani e Aldo Cucchi (spregiativamente soprannominati “Magnacucchi”), usciti dal PCI nel gennaio 1951 criticando la supina adesione di quel partito alla politica estera dell'URSS, e il movimento a cui diedero vita fra il 1951 e il 1957, denominato prima Movimento lavoratori italiani (MLI) e poi Unione socialista indipendente (Usi). Al di là dell'incidenza politica di questo movimento, soffocato dal confronto fra i due blocchi durante gli anni della guerra fredda, emergono dai saggi pubblicati vicende poco note, ma importanti della storia politica e culturale dell'Italia degli anni '50 del Novecento.
Basti ricordare la violenta campagna del partito comunista contro Magnani e Cucchi, che lo stesso Togliatti definì in una celebre intervista “due pidocchi sulla criniera di un cavallo di razza”, ma anche la passione politica disinteressata con cui i due parlamentari, e altre personalità più o meno note che si unirono ad essi, si dedicarono a diffondere le loro posizioni e costituire il movimento dei “socialisti indipendenti”, che porterà un piccolo ma decisivo contributo, durante le elezioni politiche del 7 giugno 1953, alla sconfitta del progetto di “legge truffa” voluto dalla DC e dai partiti centristi.
La parabola del movimento creato da Magnani e Cucchi si esaurì nel 1957, in piena destalinizzazione, con la confluenza di molti esponenti nei partiti della sinistra. Emerge però da questa singolare esperienza politica e culturale, come risulta dai saggi pubblicati, uno sforzo di testimoniare valori e progetti che anticiperanno alcune posizioni che la sinistra italiana farà sue con fatica molti anni più tardi, come l’unità tra le forze socialiste, l’indipendenza e la dignità della nazione, la democrazia interna ai partiti della sinistra, la ricerca di una “via italiana” al socialismo, l’autonomia e l’unità delle forze sindacali.