Roma. Come era prevedibile anche la seconda votazione per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica si è conclusa con una fumata nera. La decisione di Pd e Pdl di votare scheda bianca, cosa che faranno anche al terzo scrutinio, salvo ripensamenti notturni, ha di fatto invalidato il voto. Ora spazio alle grandi manovre serali. Già si parla di un incontro tra Bersani e Renzi per cercare di rimettere insieme i cocci di un Partito democratico uscito malconcio da questa giornata. Intanto il Pdl insiste su Marini, proponendo di rimettere in pista l’ex leader della Cisl al quarto scrutinio, quando basterà la maggioranza relativa ossia 504 voti. Lo stesso Marini ha affermato che non intende rinunciare, ciò fa presupporre che comunque anche dentro al Pd c'è chi non ha ancora accontanato il suo nome. Impazza comunque il toto Presidente, tra i più gettonati Massimo D'Alema che non dispiacerebbe a Berlusconi. Ciò che invece non emerge è quel nome che il Paese chiede, di una personalità fuori dai giochi, autorevole sia a livello nazionale che internazionale. Una personalità che sia garante di una intera Nazione e non di qualche forza politica o, peggio, tutore di un governo lontano da venire.
Al secondo scrutinio intanto Rodotà si aggiudica 230 voti, 90 vanno a Chiamparino votato dai renziani e non solo.

(v.z.)

I risultati del secondo scrutinio 

230 Stefano Rodotà

90 Sergio Chiamparino

38 Massimo D’Alema

15 Alessandra Mussolini

15 Franco Marini

13 Romano Prodi

8 Emma Bonino