Roma. E siamo a tre fumate nere. Anche il terzo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica, come prevedibile, non ha dato esito positivo. Dal prossimo, che  ci sarà alle 15.30, cala però il quorum. Basterà la maggioranza relativa dei grandi elettori, quindi 504 voti. Altra novità è la ritrovata (reale o apparente?) unità del Pd e del centrosinistra sul nome di Romano Prodi. Se il voto sarà compatto, 496 voti saranno sicuri, dopo di che ne servono altri otto. Resta da capire cosa farà Scelta civica che inizialmente sembrava indirizzata a votare il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Oppure il Movimento 5 Stelle, che fino ad ora ha insistito sul suo candidato Stefano Rodotà, ma che ha fatto capire che anche Prodi potrebbe essere una soluzione. Poi vi sono una miriade di parlamentari che appartengono a formazioni minori o eletti all’estero che potrebbero portare acqua al mulino del centrosinistra. Di certo vi è la rottura con il Pdl e il centrodestra, che vedono Prodi come il fumo negli occhi. In questa situazione delicata e confusa, tuttavia, non c’è certezza che il quarto scrutinio sia quello buono. I giochi non potrebbero essere chiusi.

L’esito del terzo scrutinio

250 Rodotà

34 D’Alema

22 Prodi

12 Napolitano

9 Cancellieri

47 nulle

465 schede bianche