Roma. Anche il quarto scrutinio non porta il nuovo Presidente della Repubblica. Romano Prodi, candidato del centrosinistra, non raggiunge il quorum e si ferma a 395, ben al di sotto dei 504 voti necessari. Con Pdl e Lega che non hanno votato, i montiani si sono concentrati sul ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che ha ottenuto 78 voti, un numero maggiore di quelli espressi da Scelta civica. Il Movimento 5 stelle ha continua a votare Stefano Rodotà che ha ottenuto 213 voti. I 15 consensi raccolti da D’Alema fanno capire che comunque nel Pd c’è chi non ha digerito la scelta di Prodi, nonostante l’ovazione con cui è stata accolta durante la riunione dei grandi elettori. Infatti nella conta dei voti a Prodi mancano almento un centinaio di consensi del centrosinistra, che si sono sparpagliati tra Rodotà, Canellieri e D'Alema e schede bianche (15). Ora spazio ad un’altra nottata di riflessioni e incontri per vedere se il quinto scrutinio di sabato mattina porterà la fumata bianca. Comunque prima sarà necessario capire se il Pd insisterà su Prodi dopo un voto non all'altezza delle aspettative, o se nuovamente sarà costretto a virare su un altro nome. Semmai concordato questa volta con il M5s, al quale sembra aver chiesto un incontro.

Intanto sul  nome di Prodi si è praticamente consumata la rottura tra Pd e Pdl, con Berlusconi profondamente irritato per la piega che sta prendendo l’elezione della prima carica dello Stato. Resta comunque la disponibilità del Pdl a rivotare con il Pd un eventuale candidato condiviso. Grillo, invece, si è appellato al Pd perché votasse Rodotà, facendo capire che si potrebbero aprire anche nuovi scenari sul fronte del Governo.