Imola. I 52 lavoratori della Cnh rimarranno a casa a partire del 1° maggio se non sarà attivata la cassa integrazione in deroga. “La Regione, ignorando la nostra esplicita richiesta nel corso dei due incontri, non ha dato alcuna risposta, come invece ci aspettavamo, visto che aveva più volte dichiarato che ulteriori ammortizzatori sociali erano possibili – afferma Stefano Pedini, segretario generale della Fiom di Imola -. La Fiom pertanto continua a chiedere alla Regione e alla Cnh di attivarsi rapidamente per far ottenere ai 52 dipendenti rimasti il prolungamento della cassa entro il 30 aprile”.
All'incontro del 17 aprile la Fiom è stata informata dalla Regione e dalla Cnh che vi sarebbe un imprenditore interessato ad una porzione dello stabilimento di via Selice al fine di realizzarvi un progetto già finanziato dalla Regione e che potrebbe quindi rioccupare una parte dei lavoratori. “Alla luce di questa possibilità – commenta Pedini – ancor più è incomprensibile la mancata attivazione di ulteriori ammortizzatori sociali. Con i licenziamenti morirà definitivamente l'impegno del ministero dello Sviluppo economico, d'intesa con Regione, Provincia e Comune, e la partecipazione di Cnh Fiat, sancito nel 2009 in sede ministeriale, di individuare diverse soluzioni industriali per il sito di Imola. La Fiom continua a ritenere che si debba scongiurare questo epilogo”.