Bologna. Il documentario “La mia Bandiera” di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, per Elenfant Film, approda al Lumière di Bologna per la terza volta giovedì 25 aprile 2013, ore 20.15. Il documentario, storie di Resistenza al femminile, è stato presentato proprio al Lumiere due anni fa in prima nazionale, e in questi due anni e mezzo di vita ha riscosso un notevole successo di pubblico, tanto da risultare primo al “Doc in Tour” edizione 2012. Il film sarà presentato al Lumière dal comandante partigiano William Michelini, segretario provinciale Anpi e dagli autori. Il titolo del documentario prende spunto dal nome di Irma Bandiera, Medaglia d’Oro al Valor militare, storica partigiana di Bologna catturata dai fascisti, torturata e uccisa nell’agosto 1944.

 Il documentario è un film sull'importanza del ruolo che le donne hanno avuto all'interno della Resistenza e su cosa ha significato per quelle donne, scegliere di “scendere in campo”. Dalle testimonianze delle partigiane, uniche protagoniste del documentario, si ha uno spaccato inedito delle loro esperienze di lotta e di vita quotidiana come rivoluzionarie, attraverso le quali viene messo in evidenza il ruolo essenziale che le donne hanno avuto per la sopravvivenza e la vittoria della Resistenza stessa.

Il progetto, nato da un'idea di Giuliano Bugani, operaio e giornalista, realizzato con Salvo Lucchese, direttore della fotografia e regista, con Alessandra Cesari, presidente dell’associazione Elenfant Film e responsabile sviluppo progetti e con Roberta Bononi, ex collaboratrice della Cineteca di Bologna, ha inizio nel 2009 ed è una raccolta di interviste a partigiane dell'Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini.

“…Esistono cose che nessun libro di storia può, o non può scrivere. Da qui la consapevolezza che siamo al termine di una fase sociale, nella quale è al limite la possibilità di raccogliere queste cose, delle quali appunto, nessun libro, scriverà. La figura della donna all’interno della Resistenza; il codice di comportamento con i partigiani di sesso opposto; la consapevolezza delle proprie forze dei propri compiti; i rischi, spesso molto più agghiaccianti e spaventosi, contro i quali andavano se fossero state catturate, rispetto i partigiani; l’atteggiamento della popolazione civile nei loro confronti. Tutto questo meritava di essere raccontato attraverso la loro voce. La loro memoria. La loro testimonianza lucida e pronta”.

Questo documentario vuole fare chiarezza su una parte della storia che gli storici, spesso o quasi sempre, hanno evitato di prendere in considerazione. Partigiane. Ma anche, madri, figlie, sorelle. Erano staffette. Erano donne.
Le musiche, originali, sono state composte da Gianluca Nuti e il brano di coda, “Partisan’s Bella Ciao”, é stato gentilmente concesso dai Modena City Ramblers.

Il documentario è stato realizzato con il prezioso contributo di Fondazione Carisbo, Anpi di Bologna, Parma e Piacenza; con il Patrocinio di Comune di Bologna, Istituto Storico Parri di Bologna, Isrebo, Istituto per gli studi della Storia contemporanea e della Resistenza di Ravenna e provincia, Istituto Storico della Resistenza di Alfonsine, le Anpi di Reggio Emilia, Modena, Forlì, Ravenna, Rimini, Castelfranco Emilia.

Nell’ottobre 2011, il documentario è stato acquistato da Rainews24.