Imola. Dura offensiva contro Hera, definita “un mostro tentacolare”, portata dal candidato a sindaco di “Imola migliore” e “Liberi a sinistra” Giorgio Laghi. I fronti dell'attacco sono tre: teleriscaldamento, discarica rifiuti e compensi degli amministratori “che fanno sfoggio di utili distribuiti quando le bollette crescono costantemente”.
Sul teleriscaldamento Laghi tuona “che costa più degli impianti a metano, con bollette molto alte, dispersioni di calore di circa il 25%, che spesso il cittadino è costretto a pagare perché non esiste il libero mercato e quindi Hera opera sostanzialmente in regime di monopolio”. Il candidato ricorda pure “che è il patto di sindacato dei sindaci di cui Daniele Manca è presidente a nominare la governance di Hera. Noi chiediamo che la multiutility non possa staccare nemmeno un'utenza senza prima aver discusso la cosa con l'amministrazione comunale e vogliamo in Comune un ufficio per l'emergenza sociale”.

Sui rifiuti, interviene Stefano Bertozzi che mette a confronto due discariche più o meno uguali dal punto di vista delle tonnellate di pattume che entrano: qualla di Sogliano sul Rubicone e quella di Imola di via Pediano. Ebbene, a Sogliano l'energia prodotta da biogas è di circa 30 milioni di kwh mentre in quella di Imola è di 13 milioni. Ma soprattutto, per il disagio ambientale, Sogliano riceve una lunga serie di benefit (come 2000 euro per ogni figlio nato, asili nido gratis, rimborso dei libri per la scuola superiore), mentre Imola nessuno. Infine gli incassi per il Comune di Sogliano sono 11 milioni di euro, per Imola un milione e 200mila euro.

Il finale è riservato al leader di “Liberi a sinistra” Francesco Chiaiese sui compensi dei dirigenti, degli impiegati e degli operai che sono sostanzialmente più alti in Hera rispetto al contratto della Federgas acqua e concorrono a far lievitare le bollette. Ma è soprattutto sui dirigenti che Chiaiese spinge l'acceletatore spiegando che Manca non ha mai chiesto di ridurli al contrario di altri sindaci Pd della Romagna: “Il presidente ha avuto uno stipendio annuale di 475mila euro, mentre l'amministratore delegato è arrivato a 518mila. Uno schiaffo a chi fatica a raggiungere la fine del mese”.

(Massimo Mongardi)