Imola. Potrebbe esserci un decimo candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative di Imola. La lista si chiama “Libera scelta – Laici e atei per Imola”. In questi giorni stiamo raccogliendo le firme necessarie – racconta Daniele Barbieri, uno degli eventuali candidati in lista per il Consiglio comunale. Abbiamo deciso di avviare questa esperienza perché non se ne può più – a livello italiano come locale – dell’arroganza della Chiesa cattolica. E siccome non ho nulla contro chi crede, sono contento che di questa invasione si rendano conto e si lamentino sempre più anche cristiane/i. Non è questione di fede infatti ma in primo luogo di non imporre la propria visione (anche per legge) a chi la pensa diversamente e in secondo luogo di non esigere privilegi e soldi pubblici in quanto religione organizzata”.
 
Da qui “l’importante di una lista di laici e atei perché a Imola – come altrove – l’aria che tira è opposta: anche il centrosinistra rinuncia a ogni pur minima laicità; anche al voto alimenta la confusione e il vassallaggio cercando liste di sostegno che si rivolgono ai cattolici in quanto tali. Chi è interessato a firmare può farlo all’ufficio Urp di Imola (in via Appia 5), dalle 8.30 alle 13 tutte le mattine fino al 26 aprile. Orario ridotto il 25 aprile: dalle 9.30 alle 12.30. Se le 200 firme non saranno raccolte entro il 26 evidentemente non ci sarà la lista”.

 
I dieci punti programmatici

1) Piano Strutturato finalizzato ad eliminare il contributo pubblico annuale erogato attraverso l’albo beneficiari che viene erogato attualmente dal comune alle scuole private paritarie(tutte o quasi confessionali), con piena garanzia di “continuità scolastica” per nidi d’infanzia e scuole materne comunali, anche attraverso la realizzazione di nuove strutture scolastiche, con contestuale riduzione delle Rette scolastiche e dei costi per i pasti.

2) Eliminazione del contributo pari a 120.000 € annui (valore medio, pari al 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria) destinato all’edilizia di culto, reinvestito nel “sociale”:
A) accantonamento di parte di tali somme finalizzato alla realizzazione di scuole pubbliche ed alla riduzione dei costi a carico delle famiglie;
B) riduzione della retta dei nidi in funzione dell’erogazione dell’effettivo servizio che ad oggi invece computano anche i giorni delle festività religiose;
C) La realizzazione di un apposito “sportello” comunale per la segnalazione degli “abusi” (dedicato in particolare a donne e bambini) ed attraverso eventi e manifestazioni pubbliche contrasto del maschilismo, del femminicidio e di tutte le culture patriarcali che ghettizzano le donne nel ruolo di “angeli del focolare”, negando loro pari opportunità e libertà di scelta;
D) Monitoraggio, controllo e sostegno del diritto all'ora alternativa a quella di religione

3) Istituzione del registro delle unioni civili ed impegno affinché i benefici riconosciuti da norme comunali alle coppie coniugate siano attribuiti anche agli iscritti nel Registro delle Unioni civili, per quanto compatibili, previa modifica delle norme comunali stesse.

4) Possibilità per le coppie di unirsi ufficialmente anche fuori dagli edifici pubblici, in luoghi di proprio gradimento.

5) Disponibilità, sul territorio comunale, di luoghi solenni e tempi consoni per la celebrazione di matrimoni e unioni civili, di strutture per la cremazione, di sale del commiato.

6) Uffici pubblici, scuole e nidi: divieto di svolgervi atti di culto, visite pastorali o altre attività di proselitismo.

7) Introduzione di politiche che comincino seriamente a considerare i bambini come individui.

8) Promozione di una cultura dei diritti sociali e civili.

9) Sostegno del Comune alle manifestazioni per le battaglie sui diritti civili e sulle battaglie laiche, da subito, sostegno alla raccolta di firme per l’eutanasia legale.

10) Attuazione immediata di politiche che accelerino il raggiungimento dell’indipendenza da parte dei giovani.