Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta inviata a tutti i consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna in merito alla questione delle ricerche di metano in provincia di Ravenna.

Egr. consiglier regionale,
ci permettiamo di porre alla sua attenzione una situazione, che riveste gravità non solo da un punto di vista ambientale, ma anche politico, correlata ai recenti permessi concessi per le ricerche di metano nel sottosuolo in provincia di Ravenna e le chiediamo al riguardo un suo intervento in merito.
Il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato a maggioranza dei presenti, il 12 luglio 2011, una risoluzione sulla ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nel territorio regionale. La risoluzione approvata, che lei certamente conosce, mette in evidenza il grave problema della subsidenza e impone una riflessione sulle future estrazioni di metano dal sottosuolo.

Il documento, valutando giustamente che “le fasi della ricerca di idrocarburi, fino alla perforazione del pozzo esplorativo, comportano spese molto ingenti che possono essere compensate soltanto dall’ottenimento della concessione per la coltivazione del giacimento”, impegna la Giunta regionale “a dare il proprio parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione presentate in aree del territorio regionale colpite dalla subsidenza e da fenomeni franosi”.
Attualmente stanno per partire delle operazioni di ricerca di giacimenti di metano che hanno ottenuto il parere favorevole da parte della Giunta regionale dopo il 12 luglio 2011, nei territori di Bagnacavallo, Russi, Ravenna, Faenza, Cotignola e Lugo, proprio le aree che Arpa Emilia-Romagna ha individuato, nel 2006, nella provincia di Ravenna, come a maggior subsidenza.

Ci chiediamo come sia possibile che la Giunta regionale ignori palesemente questo importante documento votato e approvato dai Consiglieri eletti dai cittadini della nostra Regione. L'assessore Gian Carlo Muzzarelli, in risposta a una recente interrogazione della consigliera Gabriella Meo, ha dichiarato che “la Regione intende uniformarsi ai principi generali espressi dalla risoluzione richiamata, applicandoli qualora si evidenzino reali criticità correlate al progetto”. Malgrado ciò è stato ugualmente formulato un parere favorevole. In pratica la Giunta ha eluso la risoluzione con la scusa che le operazioni di ricerca non comportano subsidenza, malgrado il documento approvato dal Consiglio chieda di esprimere un parere negativo anche durante la fase di ricerca, non solo per l'estrazione (giustamente perché investire denaro per cercare metano, se non per estrarlo?).

Con questa lettera le chiediamo quindi di intervenire sulla questione e di aiutarci a fare chiarezza in merito a queste posizioni così discordanti fra Consiglio e Giunta regionali, al fine di contrastare queste operazioni che, con il benestare della politica, rischiano di causare ulteriori danni al nostro territorio, già da anni colpito dalla subsidenza.
Come ci ricorda Marco Bondesan, emerito professore, già docente di Geologia all'Università di Ferrara, “la sopravvivenza delle attività e la stessa abitabilità della Pianura Padana, territorio fra i più importanti per l'economia del nostro paese, dipendono da una incessante azione di gestione delle acque, in un quadro estremamente delicato, ove anche la perdita di pochi centimetri di quota può produrre danni difficilmente valutabili, che immancabilmente ricadono sulla collettività”.

(Gian Luca Baldrati e Luciano Lama, Ecologisti civici Provincia di Ravenna)