Imola. In alcune località del mondo dove il problema delle zanzare va al di la di un fastidioso prurito cutaneo, dove le infezioni e le malattie vengono trasmesse anche tramite le punture di questi animali, è costume costruire alcune trappole per liberarsene.

Seguendo queste semplici istruzioni è possibile dunque fabbricare ognuno per sé un'esca al fine di limitare questi ospiti indesiderati.

Per costruire la trappola sono sufficienti queste cose: un paio di forbici, una bottiglia di plastica, carta vetrata per legno, nastro isolante, tulle (tessuto usato per veli nuziali, bomboniere, ecc.), grani di mangime per uccelli, di riso o crocchette per gatti sbriciolate.

Procedere tagliando la bottiglia nel punto in cui comincia a stringersi a cono e con la carta vetrata grattare l'interno della bottiglia che funge da imbuto. Sull'imbocco della bottiglia (dove c'era il tappo) fissare un piccolo pezzo di tulle: per aiutarsi nell'operazione si può usare l'anello del tappo o una fascetta di plastica. Mettere in fondo alla bottiglia una piccola quantità del mangime o dell'esca che si è scelto, poi fissare la parte superiore della bottiglia dentro al corpo, a mò di imbuto, e sigillarlo bene ai lati con il nastro adesivo. Infine aggiungere dell'acqua fino a quando il livello non supera di 3 o 4 cm l'altezza del tappo (col tempo aggiungere acqua per mantenerne il livello, che evaporando si abbassa). Ora la trappola è pronta per esser messa nella terrazza o nel giardino.

Il suo funzionamento è semplice, attirando le zanzare con il mangime o con il riso, queste depositano le uova sul pelo dell'acqua, una volta deposte queste si depositano sul fondo passando attraverso il tulle. In pochi giorni le uova si schiudono ma le larve non riusciranno più ad arrivare in superficie, restando così intrappolate.