So che lei è una persona gentile e per di più decisamente incline e disponibile ad ascoltare le parole di altri, quindi approfitto.
Guardi, comincio con il dirle che se indovinassi i sei numeri del superenalotto come indovino il domani delle vicende politiche, non sarei qui a scriverle e tediarla, ad insistere in questo mio desiderio di porre alla sua attenzione eventi ed idee che lei dovrebbe considerare con attenzione. Il mio, ovviamente, è solo il consiglio dell'ultimo arrivato e come tale lo prenda. Nulla di più!
Dove ero rimasto? Ah si, ora ricordo: sembrava si stesse approssimando un accordo riguardo l'elezione del Presidente della Repubblica con il cavaliere e la sua splendida compagnia. Io le scrissi non appena ne ebbi sentore, ricordandole (come se ve ne fosse stato bisogno) che appena pochi giorni prima lei aveva preso una decisione molto importante e grave circa quei quattro gatti isterici che avevano portato la bandiera di SEL ben alta nella nostra città di Imola, una decisione di quelle che lasciano il segno, difficili da dimenticare. Lei aveva affermato una linea politica nazionale su quella che in fondo è, non nascondiamocelo, una piccola realtà locale. Bravo!
Ora l'elezione del Presidente è compiuta, non si è riusciti a trovare una sola persona valida su alcuni milioni di Italiani con più di 50 anni e si è ricaduti sul grande Napolitano, una persona che tanto ha dato e che sarebbe opportuno lasciar riposare.
Un altro dubbio (quasi certezza) mi assale: vuoi vedere che ora il PD accetta un governo con il cavaliere? con quel famoso economista (da Nobel, sono parole sue) di Brunetta? con quel saggio di Quagliariello? e Gasparri dove lo mettiamo? poi abbiamo Verdini in gran forma! insomma c'è ampia scelta. Mi pare di aver sentito che Nichi abbia espresso parole di dissenso: non ne sono certo ma credo abbia detto no! Si, ora ne sono certo: un bel no deciso, quello di una persona che ha scelto.
Vede, On. Paglia, anche quei quattro gatti di Imola, ma si, quelli che gironzolavano sperduti là sotto il portico e quella bellissima signora che se ne stava seduta, quasi in disparte, in silenzio, in cerca di una sola ragione valida per cui fosse doveroso quel loro senso di umiliazione, fosse giusto quell'amaro che sentivano dentro dopo che gli era stato rubata la cosa nella quale credevano di più, avevano detto il loro no al sindaco Manca, il no al decisionismo, il no all'ascolto ma poi faccio quello che voglio, il no a che tutto vada agli amici degli amici, il no alla menzogna, il no al falso pudore, il no al degrado della loro città, della mia città. Ora in quel di Imola, sta accadendo, in modo ancor più farsesco, quello che a Roma è realtà: larghissime intese per le elezioni amministrative, tanto larghe da includere individui dei quali abbiamo sempre dubitato e con i quali non abbiamo quasi mai condiviso qualcosa, specularità di intenti con personaggi che si destreggiavano (non so bene in cosa, ma l'iniziale di destra centra eccome!!), accordi più o meno sottobanco con fronde di quel casto pensare di interesse che tanto bene ha fatto in quel di Lombardia e via discorrendo. Beh, On. Paglia, loro avevano detto no e continueranno a dirlo fino a quando avranno fiato in gola e se lei crede di rimpiazzarli con quei nuovi (??) personaggi che oggi portano nuovamente alto in Imola la bandiera di SEL, mi creda, sbaglia di grosso.
Qualche minuto fa ho letto una lettera di un giovane militante del PD, in lista per le prossime amministrative, che lamentava di essere stato tradito, umiliato, di aver dovuto affrontare e subire insulti per le decisioni di altri, decisioni che non condivide, che non sono sue, che non si aspettava da gente che stimava, tanto amara e piena di dolore che ne porterò il ricordo a lungo: leggendo le sue righe, un ragazzo di 22 anni, ho rivisto quei quattro gatti che gironzolavano sotto il portico, ho rivisto lo sguardo di quella bellissima donna immobile sulla sedia, incapace di capire. Ho rivisto tutto quello che porto dentro.
Credo avrò ancora occasione di bussare alla sua attenzione: il legno della sua porta è duro, ma io busserò forte.

(Mauro Magnani)