Gent.mo direttore,
negli ultimi cinque anni “Messaggero Cappuccino”, il mensile dei Cappuccini dell’Emilia-Romagna che dirigo, si è impegnato a Imola per mettere a disposizione di tutti uno spazio di cultura e di dialogo, caratteristiche tipiche del mondo francescano. In particolare, come Redazione, ci siamo impegnati per offrire una possibilità di incontro tra la cittadinanza e il mondo della politica, nel tentativo di contrastare quello scollamento che è sotto gli occhi di tutti. Al primo esperimento, che mise a confronto i quattro candidati sindaci con le richieste dei cittadini in vista delle elezioni dell’aprile del 2008, si sono succeduti una volta all’anno incontri col sindaco eletto, disposto a rispondere alle domande presentate dagli imolesi e proposte da “Messaggero Cappuccino” senza sconti ma con la garanzia dell’imparzialità.

Anche quest’anno, in molti ci hanno chiesto di riproporre, come cinque anni fa, il confronto tra i candidati sindaci, a dimostrazione dell’importanza di quanto fatto fin qui a servizio del dialogo. Purtroppo però la realtà oggi è diversa da quella del 2008 e le prossime elezioni amministrative vedranno contendersi il ruolo di sindaco addirittura otto candidati, in rappresentanza di quattordici liste, con 280 nomi per i 24 seggi del Consiglio comunale! Potrebbe sembrare il segno di una vivacità politica o, al contrario, la dimostrazione di una disgregazione inarrestabile della comunità locale, incapace di individuare un ristretto numero di contendenti in rappresentanza di legittime posizioni diverse.

Ci siamo quindi chiesti se potesse avere un senso chiamare su un palco gli otto candidati, per sottoporli per pochi minuti a testa a turno a qualche domanda, senza possibilità di replica e con la speranza del rispetto assoluto del proprio turno e degli avversari. In una serata così ogni candidato avrebbe poco più di dieci minuti a disposizione per presentare le proprie proposte per la nostra realtà locale, mentre – e questa impossibilità, soprattutto, ci ha spinti a prendere la decisione – ai cittadini non rimarrebbe neppure un minuto per proporre dubbi, offrire indicazioni, chiarire curiosità. È soprattutto questa impossibilità di dialogo che ci ha spinti a prendere, benché a malincuore, la decisione di non organizzare l’incontro tra i candidati. Grazie alla sua testata, vogliamo rispondere a chi ci ha sollecitato a organizzare la serata, offrendo la disponibilità a ridare in seguito spazio al confronto nel caso in cui ci sia reale possibilità di dialogo.

(Padre Dino Dozzi)