Le riunioni o le assemblee di sinistra sono, di recente, un evento tendenzialmente funereo. Ci si rammarica per gli errori fatti, ci si guarda intorno un po’ smarriti, si ascoltano lunghi silenzi fra un intervento e l’altro ed è palpabile, in alcuni casi, la voglia di chiudere in fretta la riunione. A forza di lutti, mancano ormai anche le lacrime.

Ma se vi capita di partecipare ad una assemblea dei fan di Matteo Renzi, il clima è completamente diverso. E lo abbiamo verificato proprio lunedì 29 a Lugo (Ra) quando i comitati Renzi della Bassa Romagna si sono riuniti per discutere di proposte e per valutare la nuova situazione (dopo la formazione del governo). Era presente, ed è un buon segno, anche il segretario territoriale del Pd, Davide Ranalli.

Si comincia a tamburo battente, i coordinatore Vito Ronchi richiama brevemente l’ordine del giorno, dà la parola a chi ha lavorato con il gruppo welfare (Maurizio Mariani) e la serata comincia.

Un po’ a passo di carica, se confrontata con altre situazioni. Maurizio illustra il tema della Asl unica della Romagna, fa un primo elenco di questioni che devono ancora trovare una soluzione positiva e a quel punto l’assemblea si prende la parola e arrivano le osservazioni, di tutti i tipi e tutte sensate.

Una prova ulteriore, se ce fosse bisogno, che quando si decide di ascoltare le persone sono reattive.

Tanto reattive che, velocemente, la discussione deborda i limiti della sanità per abbracciare un ampio ventaglio di problemi.

E quindi si passa dalla considerazione che si è perso perché il Pd ha avuto paura di cambiare, alla necessità di affidare il proprio futuro ad una nuova classe dirigente, passando per le considerazioni sui grillini (troppo poco affidabili perché col solo vaffa non si va lontano) e il continuo richiamo al lavoro.

Anche questo è stato un tormentone che ha caratterizzato l’assemblea. La presenza dei giovani ha subito messo al centro del dibattito la questione dei precari e degli errori commessi sia dal Pd che dal sindacato. Ci sono stati quasi momenti di rabbia nel ricordare i disastri commessi negli anni scorsi ed è chiaro che non si può parlare di articolo 18 ad una generazione che da anni passa da un precariato all’altro.

Sul Pd tante considerazione ma un pensiero di fondo: pur con tutti i difetti (ampiamente sottolineati) senza questo partito non riescono ad immaginare la possibilità di costruire un paese diverso. E quindi vogliono essere in prima fila per dirigerlo in maniera diverso e si ritengono pronti per presentare candidati sia per le segreterie che per le amministrazioni.

Sono realistici, concreti e al tempo stesso sognatori questi fan di Renzi; di certo si esce dall’incontro con la netta certezza di aver speso bene la propria serata.

(m.z.)